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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:30

Multiservizi di Trani: 18 richieste di rinvio a giudizio

Conclusa l'indagine sull'esecuzione dell'appalto "d'assistenza ai diportisti ed alla darsena" a cura della Cooperativa Sociale, uno dei rami della complessiva inchiesta che originariamente coinvolse anche il sindaco
Si conclude con 18 richieste di rinvio a giudizio l'indagine sull'esecuzione dell'appalto "d'assistenza ai diportisti ed alla darsena" a cura della Cooperativa Sociale Centro Multiservizi di Trani. Oltre a diversi esponenti della cooperativa assumono la veste di imputati anche alcuni amministratori tranesi, tra cui 2 assessori, un consigliere comunale di maggioranza, il commissario straordinario dell'Ipab Don Milani, il responsabile dell'ufficio darsena comunale, il responsabile della banchina e l'ex comandante della polizia municipale in qualità di ex dirigente della sesta ripartizione.
L'inchiesta è uno dei rami della complessiva indagine che originariamente coinvolse anche il sindaco di Trani, i presidenti e la quasi totalità dei consiglieri d'amministrazione di Amet e Amiu, un giovane avvocato e suo padre consigliere comunale, tutti accusati d'aver favorito l'affidamento di alcune consulenze al giovane professionista. Accusa che, unita al filone investigativo sulla Cooperativa, il 26 novembre scorso sfociò nella notifica di 34 avvisi di conclusione delle indagini.
L'8 febbraio il filone sul presunto abuso d'ufficio per l'affidamento delle consulenze fu archiviato dal gip del tribunale di Trani Antonio Lovecchio su richiesta dello stesso pubblico ministero Giuseppe Maralfa alla luce di alcuni chiarimenti forniti dagli indagati. Tra le posizioni allora archiviate anche quella del consigliere di Alleanza Nazionale Giuseppe Claudio Erriquez, che però rimase coinvolto nel filone d'inchiesta sulla darsena. Nell'ambito della stessa indagine resta presente anche l'ex comandante dei vigili Mauro Leonardo De Pinto la cui ulteriore accusa di corruzione è stata già archiviata.
Numerosi gli episodi contestati con la richiesta di rinvio a giudizio, per accuse che, a vario titolo e a seconda delle presunte rispettive responsabilità, riguardano i reati di associazione per delinquere, corruzione, tentata violenza privata, estorsione, falsa testimonianza, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, truffa, abuso d'ufficio, evasione, inadempimento di contratti di pubblica fornitura, concussione, falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, omissione di atti d'ufficio, nonché la violazione del codice della navigazione.
In realtà, all'indagine sull'esecuzione dell'appalto della Cooperativa sono stati riuniti altri fascicoli d'inchiesta, che, secondo il Pm avrebbero comunque ragioni di connessione. Secondo il magistrato inquirente avrebbe avuto rilevanza il ruolo politico di Erriquez che si sarebbe reso garante degli interessi del gruppo criminoso e della cooperativa in seno all'amministrazione tranese, ottenendo peraltro l'ingresso nella Multiservizi del nipote, della cognata e di Maletti, «compagno di partito - scrive il Pm - assunto in qualità di assistente diportista e retribuito quale impiegato». Diversi gli episodi contestati.
In un clima peraltro velenoso, la Multiservizi si sarebbe resa responsabile di numerosi inadempimenti, contravvenendo all'appalto bandito l'8 ottobre 2004 ed eseguito dalla Cooperativa sino al 30 aprile 2004. Tra gli altri, coinvolto anche l'ex comandante dei vigili urbani Mauro De Pinto, in qualità di dirigente della VI ripartizione, accusato di abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti, che avrebbe omesso di muovere alla Cooperativa contestazioni (che potevano giungere alla risoluzione del contratto) anzi esprimendo parere favorevole alla proroga dell'appalto.
All'assessore Giacomo Ceci, invece, è mossa l'accusa di concorso in truffa perché avrebbe emesso una fattura per un'attività di consulenza mai resa che sarebbe servita alla Multiservizi a coprire parzialmente alcuni ammanchi di cassa. Il commissario straordinario dell'Ipab Don Milani, Alessio Di Trani, è accusato di turbata libertà degli incanti perchè avrebbe affidato alcuni servizi alla Multiservizi su istigazione di Maletti e dall'assessore alle attività produttive Gino Simone.
Con la richiesta di rinvio a giudizio dinanzi al gup del Tribunale di Trani compariranno: Domenico Barracchia, Giacomo Ceci, Attilio Cervone, Domenico Cilli, Mauro Leonardo De Pinto, Alessio Di Trani, Giuseppe Claudio Erriquez, Michele Fiantanese, Stefano Fiantanese, Arturo Maletti, Maria Pignataro, Domenico Ricchiuti, Cosimo Scoccimarro, Luigi Simone, Francesco Tarantini, Patrizio Tedeschi, Alberto Tella, Umberto Verziera. Nei prossimi giorni si conoscerà la data dell'udienza preliminare.
Antonello Norscia

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