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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:06

Minervino - Resta il sequestro dell'area destinata alla realizzazione dello stabilimento di armi ed esplosivi

Era stato progettato dalla Nannavecchia Esplodenti srl. Il Tribunale del Riesame di Bari ha rigettato l'impugnazione del provvedimento con cui il 22 febbraio il gip del tribunale di Trani Michele Nardi ordinò l'apposizione dei sigilli
Resta sotto sequestro la vasta area di Minervino destinata alla realizzazione dello stabilimento di armi ed esplosivi progettato dalla Nannavecchia Esplodenti srl. Il Tribunale del Riesame di Bari, ha, infatti, rigettato, l'impugnazione del provvedimento con cui il 22 febbraio il gip del tribunale di Trani Michele Nardi ordinò l'apposizione dei sigilli nella vasta area di località "Colle de Ruvo".
Il sequestro di oltre 482mila metri quadri fu disposto nell'ambito dell'inchiesta del pubblico ministero Giuseppe Maralfa che, con l'accusa di concorso in abuso d'ufficio, indaga il sindaco di Minervino, Michele Della Croce, il vicesindaco Michelangelo Superbo, il responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive Giuseppe Mastropasqua, ed il legale rappresentate della società barese, Francesco Nannavecchia.
Lo stesso pm richiese l'archiviazione per altri 18 amministratori, anch'essi indagati per abuso d'ufficio, che il 14 Luglio 2003, in un'apposita seduta del consiglio comunale, approvarono la variante al Piano Regolatore per lo stabilimento della "Nannavecchia Esplodenti".
Il progetto prevede la realizzazione di uno stabilimento per la "demilitarizzazione e lo scaricamento di manufatti esplosivi militari, per il ripristino di sistemi d'arma e la produzione di esplosivo per uso civile". Un insediamento destinato, dunque, alla raccolta, allo smaltimento e ad una sorta di riconversione delle armi dei poligoni militari, quale punto di riferimento dell'Italia meridionale.
"I fatti sono legittimamente riconducibili al paradigma ipotizzato dalla Procura - si legge nel provvedimento di rigetto il Tribunale del Riesame di Bari - posto che è stata accertata la violazione di plurime norme di legge, realizzata con una serie di condotte illecite poste in essere da pubblici ufficiali e contrastanti con norme specificamente miranti ad inibire o a prescrivere quelle stesse condotte antigiuridiche che hanno comportato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Nannavecchia Esplodenti srl. E' chiaramente evincibile - prosegue il collegio barese (presidente Cistulli, giudice relatore Putignano e giudice a latere Della Valle) l'esistenza del fumus dell'abuso d'ufficio".
A tal fine il Tribunale del Riesame evidenzia: la sproporzione tra l'effettivo valore del terreno ed il prezzo della compravendita del 16 luglio 2003; la concentrazione d'interessi contrapposti di Michelangelo Superbo, avendo agito nella duplice veste di segretario dell'Opera Pia (ex proprietaria del vasto terreno) e di vicesindaco del comune; l'ingiustificata inosservanza nell'iter amministrativo della normativa in materia (tra cui le caratteristiche del sito quale area protetta) trascurando anche le puntualizzazioni di ingegneri; la corsia preferenziale avuta dalla proposta avanzata da Nannavecchia. "Tutta l'attività compiuta dagli amministratori locali - scrive il Tribunale del Riesame - è stata incessantemente ed univocamente protesa all'approvazione del progetto presentato da Nannavecchia, che ha tratto un indebito vantaggio di natura patrimoniale con l'acquisizione della proprietà del terreno ceduto dall'Opera Pia, grazie al decisivo intervento dei coindagati."
Secondo quanto ricostruito dal Pm, il sindaco Della Croce ed il suo vice Superbo avrebbero istigato Mastropasqua ad esprimere parere favorevole alla proposta di variante del "Programma di Fabbricazione" del comune, formulata il 30 maggio 2003 dalla conferenza di servizi, convocata dallo stesso Mastopasqua e presieduta da Superbo, per discutere in merito all'istanza del progetto avanzata dalla società barese il 21 febbraio 2002.
Antonello Norscia

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