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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:01

Amnesty Puglia cerca volontari

L'organizzazione, che si occupa di difendere i diritti umani in tutto il mondo, nella regione sta costituendo un coordinamento delle professioni clinico-sanitarie
BARI - Cercasi volontari interessati a sostenere gli appelli di Amnesty International, l'organizzazione che si occupa di difendere i diritti umani in tutto il mondo. Nello specifico, in Puglia, si sta costituendo un coordinamento delle professioni clinico-sanitarie: riunirà tutti i professionisti del settore che vogliono collaborare attivamente per proteggere e promuovere i diritti umani.
Non è necessario essere iscritti ad Amnesty International per far parte
della Rete in allestimento.
In particolare, si dovrà svolgere campagne informative e di educazione per coinvolgere e sensibilizzare gli operatori sanitari in materia di violazioni dei diritti umani ma, importante è la disponibilità a partecipare alle «Azioni Mediche», strumento fondamentale del coordinamento.
«Si tratta di appelli da fare ai governi su carta intestata dei dottori che così - dice Agnese Berardini, vice-responsabile circoscrizione Puglia - avranno più valenza istituzionale, contro quei Paesi che trascurano le convenzioni di Ginevra o contro la tortura».
Con i suoi appelli, che saranno inviati ai Paesi destinatari tramite e-mail, la rete di sanitari che si sta allestendo in tutt'Italia, sarà attiva per: garantire l'accesso alle necessarie cure mediche a fermati, detenuti e rifugiati richiedenti asilo con gravi problemi di salute e vittime di violazioni dell'etica medica (come le inosservanze del segreto professionale, della richiesta del consenso informato e del rispetto per l'autonomia personale); sostenere medici e paramedici perseguitati, imprigionati, torturati o uccisi per la loro azione in difesa dei diritti umani; mobilizzarsi contro l'operato di professionisti sanitari che violano i diritti umani e, soprattutto, dei medici che, in alcuni Paesi eseguono materialmente la pena di morte, supervisionano punizioni corporali e mutilazioni punitive, attestano l'idoneità fisica alla tortura oppure stilano certificati falsi per nasconderla.
Inoltre, saranno anche compiti del coordinamento delle professioni clinico-sanitarie: promuovere la necessità del rispetto e del riconoscimento della neutralità della professione sanitaria in corso di conflitti (così come previsto dalla Convenzione di Ginevra); tutelare i detenuti in condizioni crudeli, degradanti e disumane così come i prigionieri condannati a morte.
Chiunque voglia iscriversi alla Rete o richiedere maggiori informazioni
può contattare Davide Martino (e-mail: davidemartino@virgilio.it) oppure Isadora Martino (e-mail: isadoramartino@virgilio.it - tel.
3498698519).
Stefania Lisena

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