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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:09

«C'è un "cartello" sulla distribuzione dei film»

Le agenzie di distribuzione negano le copie dei film in uscita nazionale alle sale di proiezione cittadine mentre forniscono più copie dello stesso film ai multiplex della zona. Lo denuncia la sezione di Puglia e Basilicata dell'Anec
BARI - Le agenzie di distribuzione negano le copie dei film in uscita nazionale alle sale di proiezione cittadine mentre forniscono più copie dello stesso film ai multiplex esistenti nella stessa zona. Lo denuncia la sezione interregionale di Puglia e Basilicata dell'associazione nazionale esercenti cinema (Anec) in una nota inviata, tra gli altri, al ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani.
Secondo il presidente regionale dell'Anec, Francesco Paolillo, di recente si sono verificati «incresciosi episodi di negata disponibilità per diverse monosale e multisale cittadine di copie di film in uscita nazionale dopo che la stessa agenzia di zona della casa di distribuzione aveva ricevuto l'accettazione della proposta contrattuale di noleggio dall'esercente».
Paolillo ritiene che copie di film siano state negate successivamente all'accettazione della proposta di noleggio, mentre «il diniego non è stato in alcun modo giustificato dalla casa di distribuzione che, peraltro, in alcune situazioni ha 'sprogrammatò la sala cittadina e fornito più copie dello stesso film al multiplex esistente nella stessa zona».
«Si tratta - afferma Paolillo - di un comportamento delle case di distribuzione che costituisce inequivocabilmente un inconsapevole (o forse consapevole ?) danneggiamento per i cinema di città ai quali non viene consentita la contestuale programmazione di alcun film di grande richiamo che, invece, vengono programmati in più sale nel vicino multiplex».
Per Paolillo questo comportamento ha gravissime conseguenze e potrebbe comportare «oltre che lo stravolgimento delle comuni norme di concorrenza e libero mercato tra cinema di città e multiplex, la concreta impossibilità di sopravvivenza dei cinema di città - sia monosala che multisale - con conseguente ingiusto impoverimento socioculturale dei centri urbani».
Paolillo sollecita quindi il ministro e il direttore generale dell'Anec a «un comune approfondimento da parte della presidenza nazionale dell'Anec e dell'Unidim non solo sugli incresciosi episodi lamentati, ma anche sulle inevitabili disastrose conseguenze che deriverebbero al cinema considerato nella sua globalità di esercizio pubblico comunità civica a seguito di errate e disastrose strategie di distribuzione, indirizzate unicamente verso i multiplex e colpevolmente disattente al variegato ed irrinunciabile mondo dell'esercizio cinematografico cittadino».

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