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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:50

«Nonnismo»: a giudizio una leccese

Roberta Savoia, 24 anni, caporalmaggiore della Folgore (Esercito) sarà processata con il collega Francesco Valentini per violenza nei confronti di una recluta
LA SPEZIA - È stata rinviata a giudizio la caporalmaggiore del 186° reggimento paracadutisti della Folgore, Roberta Savoia, di 24 anni, leccese, primo caso in Italia di nonnismo al femminile. Il giudice Carlo Lenzi ha disposto oggi il suo rinvio a giudizio con l'accusa di concorso in violenza contro un inferiore. La donna soldato rischia una condanna a tre anni.
Con l'accusa di ingiuria e violenza in concorso contro un inferiore è stato rinviato invece a giudizio Francesco Valentini, primo caporalmaggiore dello stesso reggimento. Il processo si terrà il 9 giugno.
I due giovani militari, secondo l' accusa, avrebbero compiuto insieme il sopruso contro una recluta, Nicola F., il 18 marzo del 2004, nella caserma "Bandini" di Siena. La recluta sarebbe entrata con decisione nell'ufficio, chiedendo di telefonare. Valentini lo avrebbe costretto a "pompare", cioè a fare flessioni a terra, per poter accedere al telefono. E mentre Nicola F. "pompava", Valentini avrebbe invitato la Savoia a colpirlo con alcuni calci. In questo modo la caporalessa avrebbe provocato alla recluta «traumi contusivi al dorso e al costato», mentre si trovava a pancia in giù.
All' udienza preliminare, che si è svolta a porte chiuse, erano presenti i due imputati assistiti dai rispettivi difensori, l'avvocato Angelo Fiore per Valentini, e Antonio Savoia per la caporalmaggiore.
A chiedere il rinvio a giudizio era stato il Pm Davide Ercolani, il 26 gennaio scorso. Il giudice per le indagini preliminari Anna Marconcini aveva poi fissato l'udienza preliminare per questa mattina.
Nonostante il rinvio a giudizio, il Procuratore capo del tribunale militare della Spezia, Marco De Paolis, ha sempre invitato a non «discriminare il militare solo perché donna». Per il procuratore, «non ci sono differenze dal nostro punto di vista fra uomo e donna, e nemmeno dal punto di vista penale; il reato provato è deprecabile e penalmente rilevante al di là di chi lo commette. Comprendo che il clamore su questo procedimento sia legato al fatto che il militare sotto procedimento è donna. Non vorrei si finisse per compiere una involontaria discriminazione della figura femminile».
Quello della paracadutista leccese è il primo caso italiano di nonnismo al femminile, venuto alla luce proprio mentre il fenomeno nel suo complesso vedeva una drastica diminuzione. Da una media di 300 reati di nonnismo l'anno, registrata fra il 1999 e il 2002, nel 2003 si era scesi a soli 40. Quindici di questi procedimenti sono stati seguiti dal tribunale militare della Spezia. Nel 2004, però, i casi sono più che raddoppiati.

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