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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:41

Giovane foggiano si uccide col figlio

Originario di S. Giovanni Rotondo, 27 anni, a Rimini si è gettato dall'8° piano con in braccio il bambino di 7 mesi, nato dalla relazione con una rumena di 19 anni
RIMINI - Si è gettato nel vuoto dall'ottavo piano di un condominio a Rimini con il figlioletto di appena sette mesi, mentre davanti a casa lo attendeva una pattuglia della polizia che avrebbe dovuto riportare il piccino dalla mamma. E' finita in tragedia la scorsa notte una crisi familiare scoppiata da qualche tempo tra Antonio Leggieri, 27 anni, un commerciante originario di San Giovanni Rotondo, nel foggiano, e la sua compagna romena poco più che diciottenne, che dopo l' inizio della loro storia aveva lasciato la strada e dalla quale nell'agosto scorso aveva avuto Emiliano.
La relazione era nata dopo la fine del matrimonio del giovane con un'altra ragazza romena con la quale si era trasferito a Rimini da Roma nel 2000.
La giovane si era presentata ieri sera negli uffici della Questura riminese per denunciare la scomparsa del piccino. Dieci giorni fa il suo compagno l'aveva allontanata da casa dopo una lite (ma lei sostiene di essersene andata di propria volontà), e da quel momento non le aveva più fatto vedere il bimbo. Anzi, per il papà e il piccolo Emiliano era cominciata una vita trascorsa alla giornata: prima il giovane si era sistemato con il figlioletto nello scantinato del suo negozio, il 'Galaxy', un bazar di gadget e oggetti destinati soprattutto a un pubblico giovanile, poi un paio di giorni fa si era appoggiato a due amici cingalesi, a loro volta commercianti di bigiotteria a Rimini, che avevano accettato di ospitarli nel loro appartamento in viale Monfalcone, in un grande condominio a ridosso della stazione ferroviaria.
Subito dopo la denuncia della donna, la polizia ha fatto scattare le ricerche del papà, che in breve tempo hanno dato esito positivo. Antonio Leggieri è stato rintracciato e portato in ufficio, dove ha spiegato i motivi che avevano portato all' allontanamento. Da tempo le tensioni tra i due giovani genitori erano note alla Questura e ai Servizi sociali. Il Tribunale dei minori di Bologna, mesi fa, aveva disposto l' affidamento congiunto di Emiliano, con l'obbligo di dividere lo stesso tetto. Ma una decina di giorni fa Antonio e la ragazza si erano lasciati e lui aveva iniziato a vivere come un nomade. Ieri sera però - hanno commentato in Questura - il giovane sembrava sereno, tranquillo, tant'è che avrebbe accettato senza resistenze l' invito degli agenti ad andare a riprendere il bambino e restituirlo alla mamma.
Così, mentre un'auto della polizia si incaricava di riportare la giovane in ufficio, Antonio Leggieri verso le 3 di notte con un altro equipaggio è andato in viale Monfalcone. Gli agenti lo hanno lasciato davanti a casa e lo hanno atteso in strada, senza poter immaginare quello che sarebbe accaduto pochi istanti dopo: il giovane ha preso il bimbo dalla stanza in cui alloggiava nell' abitazione degli amici cingalesi, lo ha stretto a sè, ha scavalcato il davanzale della finestra e si è lanciato nel vuoto. Per entrambi la morte è stata istantanea.

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