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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:27

Iraq - Colpo accidentale muore militare foggiano

Gravemente ferito alla testa, dalla sua stessa arma, il sergente Salvatore Marracino, 28 anni, di San Severo, in forze nel 185° reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore" in Livorno. Il vicepresidente del Consiglio Marco Follini: cercava di riattivare l'arma inceppata • Ucciso da un colpo sotto lo zigomo
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ROMA - Un colpo solo, alla testa. Esploso dalla sua stessa arma che si era inceppata. Il sergente paracadutista Salvatore Marracino, morto oggi a Nassiriya durante un'esercitazione di tiro, aveva solo 28 anni, ma era un militare esperto, in servizio in uno dei reparti d'elite dell'Esercito italiano. Anche per questo la sua morte improvvisa, in un'attività addestrativa di assoluta routine, lascia ancora più increduli e addolorati quelli che lo conoscevano bene.
A San Severo molti sapevano della sua passione per l'uniforme. Dopo la maturità si era arruolato come volontario. Era il 14 ottobre '97. Otto anni durante i quali è stato impegnato in diverse missioni, anche rischiose, come quella recente in Afghanistan. Ma se non gli fosse piaciuto questo tipo di vita non avrebbe deciso di affrontare le difficili selezioni previste per entrare nel 185/o Rao, il Reggimento acquisizione obiettivi della Brigata Folgore.
I compiti affidati ai paracadutisti del Rao sono molteplici, ma tutti delicatissimi: si tratta di raccogliere informazioni su obiettivi nemici e passarle al proprio comando. Più in generale, può parlarsi di «ricognizione in aree sensibili». «Un'attività - spiegano i militari - che si svolge principalmente in territorio ostile, in piccoli nuclei autosufficienti che agiscono in modo isolato».
Marracino, un giovane sportivo ed atletico, aveva superato prove impegnative per entrare a far parte di questa cerchia ristretta di militari. Specialisti nelle tecniche di «infiltrazione ed esfiltrazione», in grado di muoversi in area operativa «fino a 8-10 giorni senza rifornimenti», capaci di «sottrarsi alla cattura, evadere e fuggire da un'area controllata dal nemico», ed anche di sopportare interrogatori «pressanti».
A Nassiriya il sergente Marracino era arrivato da venti giorni. Esattamente dal 25 febbraio. Era il vice comandante di un distaccamento acquisizione obiettivi del Rao, che ha come compiti - in quel teatro di operazioni - soprattutto ricognizioni a scopo informativo a medio e lungo raggio e di sorveglianza dell'area di responsabilità del contingente italiano. Un lavoro in prima linea. E certamente rischioso.
Ma a costargli la vita è stato un colpo esploso per errore durante una normalissima «attività addestrativa, pianificata da tempo - come spiegano alla Difesa - per il mantenimento delle capacità operative». L'incidente è avvenuto alle 13 locali, le 11 in Italia, nel poligono Garibaldi, ad una decina di chilometri dal quartier generale italiano di Camp Mittica, alla periferia di Nassiriya. Che cosa sia successo esattamente non è chiaro: c'è un'inchiesta interna al contingente, che insieme a quella della magistratura militare dovrà fare luce sull'accaduto. Quello che è certo è che Marracino impugnava una Minimi, Minimi armi in dotazione Folgore un'arma leggera di reparto che però viene spesso usata dagli uomini delle Forze speciali anche per uso individuale. E la Minimi, di solito molto affidabile, all'improvviso si è inceppata. Marracino ha cercato di risolvere da solo il problema e, forse, mentre maneggiava l'arma in questo frangente, è partito un colpo che l'ha centrato alla testa.
Le condizioni del giovane sergente sembrano subito disperate. «Immediatamente dopo l'incidente», spiegano allo Stato maggiore della Difesa, Marracino viene trasferito in elicottero all'ospedale militare da campo di Camp Mittica. Poi viene trasferito all'ospedale di Kuwait City. Qui viene sottoposto ad un intervento chirurgico d'urgenza, ma non c'è niente da fare. Alle 14:30, ora italiana, muore. La salma verrà probabilmente rimpatriata domani.
Vincenzo Sinapi

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