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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:54

Foggia - Setacciate discariche abusive

L'operazione "Dusty" ha coinvolto decine di siti colmi di rifiuti speciali e pericolosi, con particolare riferimento a carcasse di automezzi e derivati
discarica FOGGIA - Una vasta operazione di controllo in tema di tutela ambientale è stata portata a termine dal Comando provinciale della guardia di finanza di Foggia coordinata dal col.Francesco Paolo Rampolla: a conclusione 21 discariche abusive sono state sottoposte a sequestro penale o amministrativo con tutto il loro contenuto, su una superficie totale di oltre 100.000 metri quadrati di terreno.
L'operazione ha visto impegnati dieci reparti, 80 militari, 23 autovetture e un elicottero e ha portato all'accertamento di 22 siti adibiti a discariche abusive di rifiuti speciali e pericolosi; 21 sono state le persone denunciate a piede libero (alcune delle quali risultate con precedenti penali) per reati vari e violazioni alle norme del decreto Ronchi e del decreto 209 del 2003 che regola specificamente le attività degli autodemolitori.
«Le violazioni maggiormente ipotizzate - ha detto il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia, ten.col.Giacomo Ricchitelli, in una conferenza stampa - sono quelle riguardanti la assoluta mancanza di autorizzazione alla gestione del sito, realizzando in questo modo una discarica abusiva».

Ricchitelli ha anche spiegato che l'operazione è nata da una iniziativa della guardia di finanza foggiana sulla base dei risultati di ricognizioni fotografiche aeree svolte da elicotteri della sezione area di Bari. Le ricognizioni - ha proseguito - hanno interessato una vasta zona della Capitanata comprendente Foggia, San Severo, San Paolo di Civitate, Sannicandro Garganico, Vieste e Lesina. L'attività si è avvalsa anche di due squadre di controllo e campionatura formate da tecnici dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente).
Nel corso dell'operazione sono state trovate, tra l'altro, centinaia di carcasse di autovetture che dovranno essere controllate per risalire alla loro provenienza, un capannone con copertura in amianto e quattro immigrati clandestini che vi lavoravano illegalmente. «Le indagini - ha concluso Ricchitelli - proseguono per accertare eventuali interessi della criminalità nel settore e valutare i riflessi fiscali delle attività controllate».

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