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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:37

Vessazioni su malati a Bisceglie, Procura acquisisce l'articolo-denuncia de «La Gazzetta»

La Procura della Repubblica di Trani ha acquisito l'articolo pubblicato, oggi, sull'edizione "nord barese" de "La Gazzetta del Mezzogiorno" con cui si è data notizia della denuncia di alcune pazienti della Casa Divina Provvidenza per presunti maltrattamenti subiti nel reparto ortofrenico
TRANI - La Procura della Repubblica di Trani ha acquisito l'articolo pubblicato, oggi, sull'edizione "nord barese" de "La Gazzetta del Mezzogiorno" con cui si è data notizia della denuncia di alcune pazienti della Casa Divina Provvidenza per presunti maltrattamenti subiti nel reparto ortofrenico.
Dall'articolo giornalistico emerge che nei giorni scorsi alcune degenti, attualmente ricoverate a Bisceglie, hanno indirizzato una lettera al Tribunale per i diritti del malato di Bari nella quale raccontavano di presunte vessazioni. L'Associazione avrebbe quindi inoltrato la denuncia al comando provinciale dei Carabinieri.
L'acquisizione dell'articolo giornalistico, e dunque della cosiddetta "notizia di reato", costituisce la prima tappa per l'apertura di un'inchiesta sulle presunte vessazioni di cui sarebbero state vittime alcune pazienti.
Qualche giorno fa la vicenda fu trattata anche dalla emittente televisiva privata "Antenna Sud" che per prima parlò della denuncia.
Possibile che l'imminente fascicolo d'inchiesta finisca sulla scrivania del pubblico ministero Giuseppe Maralfa, già titolare di altri fascicolo d'indagine su presunti casi di malasanità e malassistenza nei padiglioni della Divina Provvidenza.
Nell'articolo giornalistico acquisito dalla Procura si legge che le pazienti hanno sostenuto d'essere state costrette a svolgere lavori domestici per supplire alla mancanza del personale e di come, in caso di rifiuto, avrebbero fatto seguito delle punizioni. Le pazienti lamenterebbero anche d'essere state tenute a digiuno, nude o scalze ed anche legate.
Un quadretto sconvolgente di cui però ora bisogna verificare l'attendibilità, perché è quantomai necessario procedere con l'opportuna prudenza per non trarre conclusioni affrettate.
Di qui la necessità di un'inchiesta per far luce sulla denuncia che giunge a tre mesi da un'altra inchiesta sui presunti maltrattamenti subiti da un paziente di Corato che sarebbe stato legato ad un letto.
Ci furono degli arresti. Le prime tre persone accusate furono subito rilasciate, poi in carcere finì un'altra infermiera che respinse le accuse sostenendo che dell'episodio sarebbe stato responsabile un paziente mentre il personale era impegnato in un'emergenza.
Quell'inchiesta è ancora in corso e potrebbe costituire il traino del nuovo capitolo d'indagine originato dall'ultima denuncia, preceduta da alcune telefonate anonime giunte allo stesso Tribunale del malato. Ma anche a novembre il blitz dei Carabinieri fu originato da una telefonata anonima.
Non c'è pace, dunque, per l'istituto psichiatrico biscegliese al centro di un'inchiesta dello stesso Pm Maralfa per il recente decesso di un paziente, anche questi di Corato.
L'autopsia ha accertato che la causa della morte fu originata per il soffocamento da pezzo di pane.
Vicenda per cui sono indagati quattro infermieri ed un medico.
Antonello Norscia

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