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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:25

Morì soffocato nella Casa Divina Provvidenza

Questi primi risultati dell'autopsia compiuta sul cadavere di Francesco Amenduni - 44 anni, di Corato - ospite della struttura di Bisceglie. La Procura di Trani indaga sospettando che il disabile sia stato abbandonato
TRANI - Con i primi risultati dell'autopsia cadono anche gli ultimi dubbi.
Il 17 luglio scorso Francesco Amenduni morì per soffocamento.
Anche l'esame autoptico, dunque, ha confermato la causa del decesso del 44enne coratino ospite della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. Sul caso, la Procura della Repubblica di Trani ha aperto un'inchiesta che conta 5 indagati.
I risultati definitivi dell'autopsia saranno depositati nei prossimi giorni, ma intento il pubblico ministero Giuseppe Maralfa può contare su un dato che ormai può darsi per definitivamente acquisito.
Al vaglio del magistrato continuano ad esserci le posizioni di un medico e di quattro infermieri, in pratica coloro che risultavano in servizio al momento della tragedia.
Ma, secondo indiscrezioni, l'inchiesta potrebbe scandagliare anche le posizioni di altri addetti, visto che la morte sarebbe accaduta al passaggio di consegna fra due turni lavorativi. Un momento per definizione delicato in qualsiasi ambiente, tanto più in un ospedale.
Sarebbe proprio questo il nuovo e cruciale punto dell'indagine, mirata ad accertare eventuali responsabilità del personale addetto alla cura ed all'assistenza dei pazienti del reparto maschile dove, da tempo, era degente Amenduni.
Se da un lato, dunque, l'autopsia ha confermato la causa dell'improvvisa morte, dall'altro il Pm inquirente starebbe vagliando di ampliare il cerchio d'indagine.
L'inchiesta fu avviata a seguito della denuncia sporta dai familiari di Amenduni a funerali avvenuti. Di qui la necessità di riesumare il cadavere per l'autopsia, eseguita lo scorso 4 febbraio.
I guai dell'uomo non gli consentivano d'avere facilità nei movimenti. Tant'è che aveva difficoltà a portare autonomamente il cibo alla bocca. Perciò veniva praticamente imboccato.
Ciononostante sarebbe morto soffocato con un pezzo di pane.
Il Pm Maralfa ipotizza il reato d'abbandono d'incapace, che sarebbe stato a monte del decesso colposo.
In pratica s'ipotizza che durante il pasto Amenduni non sia stato seguito dal personale della "Divina Provvidenza", lasciando così, tra mille difficoltà e rischi, che si imboccasse da solo.
Ma non si esclude nemmeno che ad imboccarlo possa esser stato un altro degente, e dunque un altro paziente con disturbi psico-fisici, perciò non idoneo ad assisterlo.
In un caso o nell'altro i sanitari potrebbero essere responsabili di mancata vigilanza e dunque d'abbandono d'incapace.
Sono ancora diverse le tessere del mosaico da far combaciare, senza contraddizioni ed equivoci, per far intera luce su una vicenda definita, allo stato, inquietante.
Antonello Norscia

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