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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:42

Farmaci - Otto arrestati nel Barese dalla Gdf

Vasta operazione contro la truffa al servizio sanitario nazionale e contro il "comparaggio" farmaceutico delle "Fiamme gialle", su ordine della magistratura di Trani. Fra le persone in manette, due medici ed un farmacista di Canosa. Inoltre altre venti persone sono state denunciate a piede libero
Farmaci - Otto arrestati nel Barese dalla Gdf
ANDRIA - I miliari della Guardia di Finanza hanno scoperto una maxi truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale messa a segno da un gruppo composto da medici, farmacisti e liberi professionisti. La scoperta è arrivata al termine di una complessa e articolata indagine di polizia giudiziaria, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Antonio Savasta.
Tra gli arrestati dell'operazione denominata «Last hope» (cioè «ultima speranza», riferendosi ai farmaci al centro della truffa e destinati ai malati terminali di tumore) anche due medici baresi - (Maria Rosaria Bandini e Giuseppe Siciliani - ed il farmacista Michele Fontana di Canosa, già indagato nei mesi scorsi per detenzione di reperti archeologici.
L'indagine ha preso avvio nel settembre scorso dal rinvenimento di alcune ricette mediche "anomale", che hanno insospettito i finanzieri. In quattro mesi i finanzieri della Tenenza di Andria, hanno effettuato numerose intercettazioni telefoniche, hanno interrogato oltre cento persone in tutta Italia (tra medici, pazienti e familiari di questi ultimi), effettuato decine di perquisizioni e sequestrato centinaia di ricette mediche, confezioni di farmaci.
Al termine si sarebbe scoperto che alcuni professionisti sfruttando la loro qualifica di medici di Pronto Soccorso ed il ricettario in dotazione, emettevano ricette irregolari per prescrivere, attestando patologie non vere e dissimulando ricoveri al pronto soccorso mai avvenuti, prescrivendo inoltre costosissimi farmaci antitumorali, di quelli che rientrano nel "cocktail Di Bella".
Un'unica farmacia, quella del dottor Michele Fontana di Canosa avrebbe ottenuto vantaggi e gli investigatori ritengono che, d'accordo con i medici ed accettando le ricette irregolari, la farmacia otteneva ingenti rimborsi da parte dell'Ausl.
Nel meccanismo avrebbe svolto ruolo determinante un avvocato, con studio a Bari, che per giustificare la prescrizione dei farmaci anche a pazienti non residenti in Puglia (pazienti che nella disperazione provenivano da ogni parte d'Italia per sottoporsi alla terapia ideata dal prof. Di Bella) provvedeva a fissare loro domicili fittizi a Bari anche all'insaputa delle presunte famiglie che le avrebbero ospitate, almeno sulla carta). Ritenuto responsabile di aver «offerto copertura» al sistema truffaldino anche il Direttore del Servizio Farmaceutico dell'Ausl Ba 1 che avrebbe consentito all'organizzazione di operare indisturbato per alcuni anni, con grave danno al bilancio  dell'Ausl Ba/1.
Le ordinanze sono stare firmate dal Gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi che ha disposto nei confronti di 7 persone (due medici baresi (Maria Rosaria Bandini e Giuseppe Siciliani), un farmacista di Canosa (Michele Fontana), un avvocato, due liberi professionisti, un direttore amministrativo dell'Ausl) ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, al falso ideologico, alla corruzione ed al comparaggio farmaceutico.
Disposta anche l'interdizione dalla professione medica per due mesi di un odontoiatra. Un'altra persona è stata arrestata d'iniziativa, nel corso delle indagini, dalla Guardia di Finanza per favoreggiamento personale.
Le indagini dei finanzieri, inoltre, hanno portato alla denuncia di oltre venti persone ed ai sigilli alla farmacia Fontana di Canosa.
Paolo Pinnelli

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