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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:45

«Amianto, contaminati i campi di Puglia »

Le campagne in provincia di Brindisi, Taranto e Lecce risulterebbero contaminate dal materiale di amianto utilizzato per la rete idraulica, lunga 70 chilometri, di proprietà del Consorzio di Bonifica dell'Arneo, ormai abbandonata. Una nota di Antonio Gaglione, componente della Commissione Sanità del Senato. Alcuni proprietari di terreni nel territorio di Erchie (Brindisi) si sono rivolti oggi ai carabinieri per chiedere l'intervento di bonifica
«Amianto, contaminati i campi di Puglia »
BARI - I proprietari dei terreni agricoli in provincia di Brindisi, Taranto e Lecce risultati contaminati dal materiale di amianto utilizzato per la rete idraulica, lunga 70 chilometri, di proprietà del Consorzio di Bonifica dell'Arneo e ormai abbandonata, stanno costituendo comitati spontanei per chiedere l'immediato intervento delle forze dell'ordine e delle istituzioni sanitarie affinchè intervengano sulla vicenda. Lo annuncia in un comunicato il senatore dell'Ulivo Antonio Gaglione.
Il parlamentare rende noto che alcuni proprietari di terreni nel territorio di Erchie (Brindisi) si sono rivolti oggi ai carabinieri per chiedere l'intervento di bonifica del terreno. Sulla vicenda - prosegue - anche il Nucleo ecologico della Guardia di Finanza di Manduria (Taranto) avrebbe avviato delle indagini. Gaglione precisa che informerà dell'accaduto anche la Procura della Repubblica di Brindisi e il ministro dell'Ambiente e chiederà agli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura della Regione Puglia («peraltro - dice - già avvertiti della questione») di compiere, entro la fine della settimana, un sopralluogo nelle aree interessate».
Si tratta - conclude il parlamentare dell'Ulivo - di liberare il terreno di quintali e quintali di materiale in amianto che costituivano i chilometri dell'intera rete di condotte idriche del Consorzio di Bonifica dell'Arneo, abbandonata nelle campagne del Salento dopo i lavori di rimozione da parte dell'impresa incaricata dal Consorzio. In un video che Gaglione ha inviato alla Guardia di Finanza e all'Agenzia regionale per l'Ambiente (Arpa) «è visibile - spiega - l'eccezionale gravità della situazione e l'imminente pericolo di contaminazione del terreno circostante». «Il materiale di amianto in frantumi - rileva - viene infatti assorbito dal terreno e diffuso nell'ambiente vicino. Ma soprattutto rischia di essere trasportato per lunghe distanze dalle acque piovane interessando così vaste aree».
«Ecco perchè - dice Gaglione, che è anche componente della Commissione Sanità del Senato - non c'è tempo da perdere. Se entro le prossime ore le autorità non forniranno un piano di intervento, denunceremo alla magistratura gli organi preposti».

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