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Venerdì 22 Settembre 2017 | 02:57

Ferma centrale termoelettrica di Brindisi

Il provvedimento segue il sequestro del «parco carbone» che si trova all'interno della centrale termoelettrica, disposto dalla magistratura per presunto inquinamento
BRINDISI - La centrale termoelettrica di Brindisi di proprietà della Edipower è ferma e, almeno fino a lunedì prossimo, non è prevista la rimessa in attività del sito che produce energia elettrica. Lo ha comunicato l'ufficio stampa di Edipower.
Il provvedimento segue, almeno in ordine di tempo, il sequestro del «parco carbone» che si trova all'interno della centrale termoelettrica, disposto dalla magistratura brindisina il 3 marzo scorso per i reati di rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, getto di cose pericolose, e violazione delle norme in materia di qualità dell'area e delle disposizione sulla tutela delle acque dall'inquinamento. Oltre al parco carbone sono sotto sequestro tutti i veicoli all'interno della struttura, oltre a 38 camion impiegati per il trasporto del combustibile e due banchine dell'area portuale di Brindisi.

Nel comunicare la notizia del blocco dell'attività, Paolo Bovati, dell'ufficio stampa di Edipower, spiega che «il provvedimento di fermo rientra in quelle che sono le normali attività di programmazione della produzione dell'energia elettrica, soprattutto nei fine settimana». Dall'ufficio stampa di Edipower viene reso noto, tra l'altro, che «non è la prima volta che si procede al fermo della centrale, sempre nell'ambito della programmazione delle produzioni di energia elettrica». E si aggiunge anche che la società «sta agendo per assicurare la più ampia collaborazione, riponendo fiducia nell'operato della magistratura brindisina, nella consapevolezza di aver sempre correttamente operato, nel rispetto delle normative esistenti».
In realtà, pur in assenza di conferme ufficiali da parte della società proprietaria della centrale, il fermo - a quanto si è potuto sapere - è stato determinato dalla mancanza di disponibilità di combustibile, visto che il parco-carbone è stato posto sotto sequestro.

La centrale, in ogni caso, è in grado di funzionare anche ad olio combustibile senza tenore di zolfo. Una scelta che, al momento, i responsabili della centrale non hanno adottato. Il fermo della produzione di energia elettrica, comunque, preoccupa non poco i lavoratori ed i sindacati. La Cgil settore elettrico, ad esempio, considera strategico per il Paese l'apporto di produzione di energia elettrica delle centrali brindisine e, per questo, auspica tempi rapidi per l'indagine della magistratura nella quale, naturalmente, pone la «massima fiducia».

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