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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:22

«Premio Taranto cinema», ciak nella città jonica

Dal 7 al 9 marzo la prima edizione della rassegna dal titolo «Ovunque vi sia passione». Ventiquattro registi impegnati nella produzione di cortometraggi e documentari sulla città e sui riti della Settimana santa
TARANTO - Dal 7 al 9 marzo prossimo Taranto sarà tutto un set cinematografico, in cui si gireranno le scene che concorreranno alla prima edizione nazionale del «Premio Taranto cinema».
L'iniziativa, voluta dall'assessorato comunale al Marketing territoriale e alle Politiche del lavoro, impegnerà registi ed operatori in gara.
«Ovunque vi sia passione», è il titolo di questa prima edizione che impegnerà 21 registi di risonanza nazionale, oltre 3 fuori concorso, per occuparsi della Città.
Le date prescelte per la rassegna cadono a ridosso della Pasqua con i suoi suggestivi riti della Settimana santa, che a Taranto sono divenuti di richiamo e risonanza mondiale. Soprattutto con le figure de «i perduni», divenuti icone di tutti i Riti e simbologia del perdono.
Il filmato promozionale del premio cinematografico, infatti, s'incentra su scene di atti terroristici e recenti conflitti, sulle quali, alla fine, si sovrappone il penitente incappucciato in riflessione.
La rassegna proporrà 24 "corti" e documentari di registi noti al grande pubblico, tra cui Edoardo Winspeare che si è già soffermato sulla Settimana Santa a Taranto nel suo «Il miracolo».
Oltre il regista anglo-salentino, nomi noti come i bolognesi Simone Ciani e Alessandro Sorrentino o Lorenzo Gigliotti e Giovanni Guarino, due registi che operano per la Rai. La giuria sarà presieduta da Morando Morandini, critico cinematografico ed autore di numerosi volumi sul cinema, insieme ad Amedeo Fago, regista cinematografico e teatrale, don Giovanni Desio, in rappresentanza del centro nazionale studi cinematografici, Anna Zaccaria, presidente del Cinecircolo «Greta Garbo», e Diego Giuliani, redattore «Rivista del Cinematografo» e «Cinematografo.it» editi dall'Ente dello Spettacolo.
Paolo Lerario

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