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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:31

A Taranto le navi della Nato

Sono le unità navali interforze del «Standing Nato response force maritime group 1», di ritorno da quattro settimane di attività operative nelle acque dell'Europa settentrionale
TARANTO - Le unità navali interforze del «Standing Nato response force maritime group 1» (Snmg 1), hanno calato le ancore nella fonda della nuova base navale, sul Mar Grande, di ritorno da quattro settimane di attività operative nelle acque dell'Europa settentrionale per il controllo dei mercantili insieme a quelle polacche, norvegesi e danesi per il controllo dei mercantili.
La flotta è composta da quattro navi appartenenti alle marinerie militari dell'Olanda, Stati Uniti, Germania e Spagna ed è il frutto delle strategie Nato per operare in zone di conflitto.
Alle banchine di Chiapparo hanno attraccato le loro cime la fregata della Marina militare olandese «Witte de With», su cui vi sono le insegne del comando dell'intera forza navale affidate al commodoro Leon Bruin, quelle statunitensi «McInerney» e tedesca «Leubeck» e la nave spagnola per i rifornimenti «Marques de la ensenada».
La presenza a Taranto di questa forza navale di pronto intervento sta a significare quanto strategicamente è ritenuto importante il porto ionico e come la Nato, potendo salpare da esso, può addestrarsi al meglio nel Mediterraneo, alle porte dei punti caldi del medio Oriente.
Lo ha rilevato lo stesso ammiraglio Bruin che «Taranto è un porto strategico che ci permette di tenere alto il livello del nostro addestramento» e che consente una migliore collaborazione tra le forze navali dei paesi membri, in virtù dei compiti assegnati a questa flotta in missione.
Stessa missione che nel Mediterraneo assumerà una diversa forma di addestramento in quanto «i fiordi delle coste norvegesi - ha osservato il comandante Bruin - sono molto differenti dalle coste italiane e, poi, quella missione è servita anche a far perfezionare la flotta polacca in ambito Nato».
La nave di comando «Witte de With» è dotata di un particolare e riservatissimo database, in cui sono inserite ogni tipo di informazione su un abbondante numero di navi commerciali definite «particolari», in quanto segnalate per trasporto di merci sospette, e per cui, nell'ambito di questa attività di controllo, sono state eseguite oltre 50 ispezioni e richieste circa 50.000 informazioni.
La flotta Nato riprenderà il largo domani, 2 marzo, per essere impegnata nell'esercitazione «Mare aperto», che seguirà quella «Active Endeavour», con compiti anche contrasto anti-immigrazione.
Questo tipo di missione fu varata dopo l'attentato terroristico dell'11 settembre del 2001 con lo scopo di controllare al meglio il massiccio fenomeno immigratorio, proveniente particolarmente dal Sud-Est asiatico.
«Operando nel Mediterraneo, la Nato - ha concluso l'ammiraglio Bruin - guarda attentamente l'immigrazione clandestina poiché esso è un problema non solo italiano, ma di tutta l'Europa».
Paolo Lerario

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