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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:17

Vita di lusso con carte clonate

Un Barese, già gestore nel capoluogo pugliese di un'agenzia di viaggi, che utilizzava a copertura di truffe, è stato arrestato a Roma dove spendeva da nababbo
ROMA - «Ma è il mio cliente, dove lo portate? E il conto chi lo paga ora?». Sono le domande che, appena ripresosi dallo stupore, l'autista di una limousine parcheggiata in attesa davanti ad un lussuosissimo albergo in piazza Barberini, a Roma, ha posto agli agenti che ieri sera, in manette, portavano via Luigi Consoli, di 37 anni, di Bari.
A incastrare l'astuto truffatore non sono stati errori contabili o il tradimento di un complice ma la sua stessa ingordigia. Altrimenti il gioco sarebbe potuto durare molto più tempo poichè l'improvvisato sceicco pugliese utilizzava una carta di credito oro destinata a un vero ricco della quale, non si sa ancora come, era riuscito ad entrare in possesso ed in nome del quale ha bruciato 60mila euro in pochi giorni.
Consoli sarà processato domani per direttissima ma, per quanto nei suoi confronti siano già state emesse altre denunce per truffa, difficilmente resterà in carcere: l'accusa nei suoi confronti è di detenzione ed utilizzo di carte di credito rubate.
Intanto, però, se è durata poco, la vita da nababbo che ha condotto è stata molto intensa. Tra Barcellona e Roma il nababbo di Bari, noblesse oblige, non ha badato a spese: anelli, brillanti, alberghi da 1.200 euro al giorno, limousine con autista e perfino un gigantesco televisore al plasma di altissima fedeltà da 45 pollici che si era fatto portare in stanza. E chissà cosa non si sarebbe permesso a Parigi, dove sarebbe arrivato tra pochi giorni se soltanto un addetto dell'albergo non avesse ficcato il naso, insospettito da quell'opulenza e avesse avvertito gli agenti del commissariato Trevi della capitale diretti da Antonio Del Greco. I poliziotti in breve hanno compiuto un accertamento seguito da un controllo e smascherato il temporaneo nababbo. Nella sua stanza è stato trovato anche quello che per Consoli doveva essere una testimonianza della propria astuzia: ritagli di giornale risalenti all'agosto scorso in cui si fa il suo nome come il responsabile di una gigantesca truffa ai danni di facoltose famiglie baresi per conto delle quali organizzò una costosissima crociera. Quando i turisti arrivarono a Genova per imbarcarsi non trovarono nemmeno la nave al molo, e intanto lui era scappato col bottino, inseguito da una denuncia che ha fatto inserire il suo nome, nella black list di tutte le società di credito e di gestione del credito.

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