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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 23:52

Lecce - Un intero opificio «in nero»

Lavoravano 22 cittadini cinesi in maniera completamente illegale in precarie condizioni igieniche e di sicurezza. I locali sono stati sequestrati dalla magistratura
LECCE - Un opificio, dove 22 cittadini cinesi lavoravano in nero e in precarie condizioni igieniche e di sicurezza, è stato scoperto nella zona industriale di Casarano dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce, al termine di una serie di indagini, appostamenti e pedinamenti protrattisi per alcuni giorni. Al momento dell'irruzione erano presenti nel laboratorio anche due bambini. Le indagini hanno permesso di stabilire che l'attività, riguardante il settore dell'abbigliamento, era gestita da un cinese X.
M., di 38 anni, residente a Casarano, in precedenza già controllato.

I cinesi trovati all'interno dell'opificio erano in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato da altre Questure (per lo più del Nord Italia). Le condizioni in cui lavoravano erano disumane.
Ciò ha richiesto l'intervento di personale della Asl che, dopo aver visitato l'intero stabile, insieme a personale della Polizia, ha sigillato all'interno di locali adibiti a cucina, alcuni refrigeratori e congelatori, dove sono state trovate carni e verdure in cattivo stato di conservazione. E' intervenuto anche il servizio di igiene pubblica e veterinario che ha redatto un verbale circa lo stato dei luoghi, con particolare riferimento al primo piano adibito a dormitorio, accertando le pessime condizioni igieniche. E' intervenuto anche l'Ufficio del lavoro di Maglie che ha ravvisato una violazione alle normative sulla sicurezza. I locali sono stati sequestrati. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Carolina Elia.

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