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Sabato 25 Novembre 2017 | 01:18

Il compositore Tamborrino a Taranto per solidarietà

Il compositore e performer sarà nella sezione tarantina della Croce Rossa Italiana domenica prossima 27 febbraio per raccogliere fondi da destinare alle attività di sostegno dei paesi del Sud-Est asiatico vittime dello tsunami
TARANTO - Giovanni Tamborrino, riconosciuto tra i più originali innovatori della musica contemporanea in Italia per il prezioso contributo portato alla ricerca della post-avanguardia con la straordinaria intuizione del teatro timbrico, sarà nella sezione tarantina della Croce Rossa Italiana domenica prossima, 27 febbraio, per raccogliere fondi da destinare alle attività di sostegno dei paesi del Sud-Est asiatico vittime dello tsunami.
Alle 20.30, con ingresso libero, nella chiesa di San Pasquale, verrà eseguita l'opera senza canto «Ali di pietra 2. U-jazz-nu». La rappresentazione, per la quale Tamborrino si è ispirato al testo del padre comboniano Alex Zanotelli «Leggere l'Impero», rappresenta la metafora della leggerezza dell'opera senza canto «Ali di pietra» per tornare a sensibilizzare su una tragedia che appare ormai dimenticata. «E' finita la bulimia d'informazione, ma l'emergenza nei paesi colpiti dallo T-sunami è ancora altissima», ha detto il presidente della sezione tarantina della Croce Rossa Italiana, Domenico Amalfitano, presentando l'iniziativa di solidarietà.
L'appuntamento di domenica sera sarà l'occasione in cui l'ensemble del percussionista Giovanni Tamborrino, nativo di Laterza (TA), farà risaltare tutta l'innovazione del linguaggio musicale contemporaneo dell'artista, così come riconosciuto da istituzioni prestigiose come la Scala di Milano e le università di Bologna, Milano e Lecce. «Abbiamo scelto Tamborrino non solo per il suo carisma e il suo forte legame con il territorio ionico, ma anche per l'amore che quest'artista nutre per Zanotelli e il suo impegno sui temi della globalizzazione delle ingiustizie», ha proseguito Amalfitano, sottolineando il ruolo della Croce Rossa, che «non è solo quella dell'ambulanza della sera».
Tamborrino, inventore di quel laboratorio di idee che nella seconda metà degli anni novanta fu il Festival della Terra delle Gravine, preferisce le chiese ai teatri perché «la cultura occidentale - ha commentato nel corso della presentazione della manifestazione, avvenuta presso il Centro di Cultura dell'Università Cattolica - è diventata avida, mentre le arti devono aprirsi all'umano».
Paolo Lerario

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