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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:06

La moglie è di troppo: progettano un omicidio

Andria: per tre volte una coppia di amanti aveva progettato di uccidere la moglie di lui, ma tutti e tre i tentativi sono andati a vuoto per l'intervento dei carabinieri
ANDRIA - Per tre volte una coppia di amanti aveva progettato di uccidere la moglie di lui, ma tutti e tre i tentativi sono andati a vuoto per l'intervento dei carabinieri: la coppia, Nicoletta Reibaldi, di 39 anni, e Pietrantonio Novelli, di 42, è stata sottoposta a fermo con l'accusa di tentativo di omicidio aggravato e continuato in concorso. Con la stessa accusa sono state fermate anche altre due persone, Giovanni Massa, di 46 anni, e Antonio Lisanti, di 23, che avrebbero dovuto attuare il progetto omicida, sia pure con compiti diversi.
La relazione tra i due - hanno accertato i carabinieri - andava avanti da diversi anni; lui lavora in un'officina e ha un figlio, lei ha due figli, uno dei quali di pochi anni. Entrambi da qualche tempo avevano deciso di sposarsi, di andare a vivere insieme, e avevano pensato di togliere di mezzo in modo definitivo l'ostacolo che poteva mandare in fumo il loro progetto, la moglie di lui. Lentamente è maturata la decisione di ucciderla o meglio di farla uccidere. Nel progetto vengono così coinvolti Massa e Lisanti: il primo avrebbe dovuto passare la propria pistola, una 7.65 detenuta illegalmente, all'altro che avrebbe dovuto invece usarla per eliminare la donna.
Ma il progetto era già a conoscenza dei carabinieri: nel corso di indagini riguardanti altre vicende, i militari erano venuti a conoscenza dell'attività di Massa e Lisanti, dei compiti che erano stati loro affidati nel progetto criminoso. Hanno così attuato una serie di servizi a tutela della vittima designata. In uno di questi, il 2 febbraio scorso, bloccarono in auto Nicoletta Reibaldi e Antonio Lisanti, mentre si stavano dirigendo a casa della moglie di Novelli. Nella loro vettura c'erano una pistola carica - che la donna disse di portare per difesa personale - guanti in lattice e un passamontagna. I due furono denunciati.
L'ultimo capitolo della storia ieri, con il fermo dei quattro disposto dal sostituto procuratore di Trani Antonio Savasta. L'operazione è stata condotta dai militari della comagnia di Andria in collaborazione con quelli delle compagnie di Barletta e di Cerignola. Al momento del fermo, dicono gli investigatori, il proposito delittuoso era ancora «concreto e attuale».

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