Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:30

Ofanto, eccezionale ondata di piena

Il livello del fiume cresce di ora in ora per cui si teme che possa rompere gli argini e allagare le vicine campagne. A rischio anche le costruzioni
Ofanto, eccezionale ondata di piena
fiume Ofanto BARLETTA - Un'eccezionale ondata di piena si sta registrando nell'Ofanto. Il livello del fiume cresce di ora in ora per cui si teme che possa rompere gli argini e allagare le vicine campagne. Sul posto si sono recati pattuglie di Carabinieri, Polizia municipale, e volontari del Nucleo di Vigilanza ittico faunistico ambientale per controllare il livello dell'acqua nel timore di un'esondazione. Per ora il fiume ha soltanto allagato i vicini vigneti (in gran parte abusivi) presenti all'interno dell'argine ma il timore è che, se il livello dell'acqua dovesse continuare a crescere, si possa registrare una vera e propria inodazione. A rischio vi sono non solo le vicine campagne ma anche le costruzioni che si trovano nel raggio di azione dell'eventuale piena.
L'ondata di piena è stata provocata dalle particolari condizioni climatiche di questi giorni. L'alta valle dell'Ofanto (Appennino lucano, Irpinia e Melfese) è stata interessata da abbondanti nevicate e da altrettanto abbondanti precipitazioni. Tutto ciò ha portato le dighe al «tutto pieno» e di conseguenza tali manufatti non possono svolgere al meglio la loro funzione calmieratrice. In queste condizioni un'eventuale aumento delle temperature con lo scioglimento della spessa coltre di neve potrebbe avere conseguenze imprevedibili.
Il rischio esondazione è, dunque, elevato. In passato spesso il fiume Ofanto ha spesso invaso campagne e strade (un ponte sulla statale «98» fu anche spazzato via dall'erosione). Da qualche tempo tale rischio è ridotto al minimo in quanto dighe ed argini riescono a contenere la piena ma un'ondata di eccezionale portata potrebbe interessare anche zone che si ritengono al di fuori di tale rischio come testimonia una recente comunicazione dell'Autorità di Bacino ai Comuni interessati.
Non va dimenticato infine che l'argine è stato in diverse zone manomesso dalle strade abusive di accesso e questi punti-deboli potrebbero cedere sotto la pressione dell'acqua. Insomma è opportuno che, passato il periodo di crisi, si provveda ad una gestione più equilibrata del fiume e del territorio circostante:
Pino Curci

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione