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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:51

Università Bari, appello sui giornali contro nepotismi

Dopo lo scandalo sui presunti esami "venduti" alla facoltà d'Economia, l'Ateneo barese acquista una pagina sui quotidiani locali. E'l'appello alle «forze sane» nell'università
BARI - Il senato accademico e il consiglio di amministrazione dell' Università di Bari hanno acquistato una pagina a pagamento sui quotidiani locali per lanciare un appello alle «forze sane presenti nell'Ateneo, ovvero la stragrande maggioranza» di coloro che vi lavorano, perchè «profondano con rinnovata energia il proprio impegno» per evitare che venga intaccata la credibilità dell' istituzione.
L'iniziativa è stata presa in seguito alla «situazione delicatissima che si è prodotta, anche in presenza di una campagna mediatica in cui si è creata una anomala saldatura tra accuse di nepotismo e iniziative volte ad accertare la sussistenza di episodi penalmente perseguibili nel superamento di alcuni esami che può vedere seriamente incrinati alcuni pilastri fondanti relativi alla credibilità, autorità, autorevolezza dell'istituzione universitaria barese».
Nei giorni scorsi è stata avviata una inchiesta giudiziaria su una presunta compravendita di esami nella facoltà di Economia e Commercio, mentre si sono moltiplicate le voci su casi di nepotismo nell'Ateneo. Nell'avviso si chiede, quindi, «ai docenti, che producono formazione di alta qualità e ricerca a livelli di eccellenza nazionali e internazionali, al personale, il cui impegno nella gestione delle attività amministrative e tecniche legate alla didattica e alla ricerca costituisce supporto imprescindibile, agli studenti, che frequentano con assiduo e serio impegno i corsi e si affidano allo studio quotidiano quale unica via per acquisire le competenze necessarie al superamento degli esami, di mettere in atto ogni azione e strumento anche innovativo perchè le attività continuino a svolgersi nel più assoluto rispetto delle norme della legalità e della trasparenza».
In riferimento alle «denunce relative ai comportamenti illegali che si sarebbero prodotte in alcune realtà della nostra università (ad ora di tratta di voci e soprattutto di denunce anonime) - è detto ancora - senato accademico e cda si impegnano e impegnano tutti, docenti, personale tecnico amministrativo e studenti, nel pieno rispetto e con la massima fiducia nell'azione sia della magistratura, sia della commissione rettorale all'uopo nominata, ad individuare e segnalare ogni elemento utile alle indagini di cui siano direttamente o indirettamente a conoscenza». «Assicurano inoltre che, nel caso dovessero emergere comprovate responsabilità, saranno assunti provvedimenti severi e richieste di risarcimento per il danno arrecato alla istituzione universitaria, non ultimo alla sua immagine». Il senato accademico e il cda chiedono, infine che «venga perseguita in tutte le forme e con tutti gli strumenti previsti dalla legge ogni affermazione che, se priva di un sostegno di prova risulti lesiva e calunniosa e finisca solo con il confondere i processi di accertamento della verità e produrre discredito».

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