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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:32

Galeotto si suicida in isolamento a Trani

Il 34enne coratino era sottoposto a carcerazione preventiva per l'accusa di una presunta molestia sessuale ai danni di una 14enne della sua città. Si era proclamato innocente
TRANI - Piano terra, lato destro, stanza n.13 del supercarcere di Trani.
E' qui, in una cella destinata all'isolamento, che intorno alle ore 22 di sabato si è ucciso Mauro Cusmai, il 34enne coratino sottoposto a carcerazione preventiva per l'accusa di una presunta molestia sessuale ai danni di una 14enne della sua città.
Cusmai non ha retto al carcere. Dal momento del suo arresto si era proclamato innocente ed evidentemente finire in gattabuia l'ha profondamente sconvolto.
Tanto da industriarsi a ricavare una cordicella da legare alla staffa del televisore per farla finita.
Erano le 22,14 di sabato quando un agente di polizia penitenziario l'ha notato in fin di vita nella cella n.13.
In quindici minuti Cusmai era già sulla lettiga del pronto soccorso dell'ospedale San Nicola Pellegrino ma gli immediati soccorsi non sono valsi a nulla.
L'artigianale cappio al collo gli ha causato un irreversibile arresto cardiocircolatorio.
Così come ha confermato il primo responso dell'autopsia eseguita oggi pomeriggio su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Ettore Cardinali che sull'inchiesta ha aperto un fascicolo d'indagine conoscitivo.
Il Pm ha chiesto al medico legale di accertare anche se il cadavere presenti fratture o lesioni compatibili con la causa del decesso.
La cella è stata sequestrata finchè il Pm inquirente non ha compiuto un sopralluogo.
Secondo quanto ricostruito, Cusmai avrebbe ritagliato un lenzuolo con una mezza lama di coltello di plastica, rinvenuta nella cella.
Avrebbe così ricavato una serie di strisce di stoffa, poi annodate tra loro e collegate alla staffa che regge il televisore.
Così l'avrebbe fatta finita, in silenzio, per una condizione di carcerato non accettata.
Il giovane coratino fu tratto in arresto mercoledì dai Carabinieri di Corato Alla base la denuncia di una ragazzina cui l'uomo avrebbe mostrato le intimità, chiedendole se le piacessero. Cusmai non la sfiorò, ma si sarebbe diretto verso l'adolescente "come se volesse afferrarla".
Versione fermamente negata dall'indagato che ha ripetutamente asserito di trovarsi, in Via Della Macina, coi pantaloni un po' scaduti per espletare un bisogno fisiologico.
Alla convalida dell'arresto operato dai Carabinieri è seguita la detenzione in virtù di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere della magistratura tranese.
Secondo quanto dichiarato dal suo legale, l'avv. Michele Quinto, Cusmai era diabetico e soffriva di scompensi renali, di qui la frequente necessità di orinare.
Ma seconda la ragazzina i fatti non sarebbero andati proprio così.
Secondo quanto trapelato, la 14enne si trovava in compagnia di alcuni amici.
Gli stessi che poi avrebbero raggiunto l'uomo, tornato a casa forse un po' brillo e, a quanto pare, ancora coi pantaloni sbottonati.
Il 34enne fu così identificato ed arrestato.
Ma al carcere preventivo ha preferito la morte.
Antonello Norscia

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