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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 12:48

Taranto - Giallo nella casa di riposo

Ottantaquattrenne fu trovato morto nella "Beato Nunzio Sulprizio": 4 arrestati dalla Polizia perché impedirebbero la scoperta di possibili assassini
TARANTO - Sembrava una morte causata da una caduta accidentale quella di un anziano avvenuta quattro mesi fa in una casa di riposo di Taranto, ma ora gli investigatori avanzano l'ipotesi di omicidio. E intanto, nell'ambito di queste indagini, quattro persone - fra cui un parroco in pensione - sono state poste agli arresti domiciliari dalla Squadra mobile di Taranto su provvedimento della magistratura. Sono accusate, a vario titolo, di frode processuale, favoreggiamento personale e false informazioni rese al pubblico ministero.
Gli arrestati sono: don Antonio Cotugno, di 79 anni, parroco in pensione responsabile della fondazione "Beato Nunzio Sulprizio"; Rosa Russo, di 65 anni, direttrice della casa di riposo; due infermiere della stessa struttura, Immacolata Arianna e Carmela Laera, entrambe di 35 anni.
Agli arrestati i poliziotti hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto Ciro Fiore su richiesta del pubblico ministero Annamaria Fasano. Solo alla Russo viene contestato il reato di false informazioni rese al Pubblico ministero.
L'indagine riguarda la morte di Giuliano Barone, un anziano di 84 anni che da quattro anni era ospite della casa di riposo "Beato Nunzio Sulprizio" di Taranto. L'uomo venne trovato morto il 23 ottobre scorso su una rampa di scale all'interno della casa di riposo. Apparentemente la morte sembrava causata da una caduta accidentale. L'autopsia, eseguita dal medico legale Italo Ricapito, rivelò però che l'anziano era morto per lesioni provocate in parte da colpi di bastone, presumibilmente lo stesso che Barone usava per camminare, e in parte da una piccola arma da taglio. Inoltre i pantaloni e le calze trovati addosso alla vittima, a differenza degli indumenti intimi, non erano macchiati di sangue, nonostante le ferite riportate dall'anziano, e questo fa supporre che l'uomo fosse stato rivestito dopo il suo decesso. Ad avvalorare i sospetti degli investigatori c'era la circostanza che sulle scale dov'era stato trovato il cadavere non era stata trovata alcuna macchia di sangue.
La Procura della Repubblica di Taranto aveva quindi aperto un fascicolo d'inchiesta ipotizzando il reato di omicidio volontario a carico di persona da identificare. Dagli interrogatori dei responsabili e dei dipendenti della casa di riposo, secondo la Polizia, sarebbero emerse numerose contraddizioni, che poi sarebbero state suffragate da intercettazioni telefoniche. Di qui la richiesta del magistrato inquirente, accolta dal giudice, di porre agli arresti domiciliari quattro persone. Mercoledì per loro ci sarà l'interrogatorio di garanzia.

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