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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:18

Mafia a Bari, arrestato uno degli ultimi Capriati in libertà

Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Bari hanno arrestato questa mattina nel Borgo Antico il pluripregiudicato Filippo Capriati, figlio di Sabino e nipote del presunto boss Tonino Capriati
BARI - Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Bari hanno arrestato questa mattina nel Borgo Antico il pluripregiudicato Filippo Capriati, figlio di Sabino e nipote del presunto boss Tonino Capriati. Dopo le numerose operazioni che hanno falcidiato il clan era rimasto uno dei pochi esponenti di un certo spessore in libertà. Quando è stato arrestato l'uomo era nella propria abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari.
Capriati è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Corte di Assise di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia in seguito a indagini svolte dalla Dia. L'emissione del provvedimento restrittivo scaturisce dal processo alla malavita barese denominato «Borgo Antico» che ha fatto luce sull'origine, la storia e gli interessi di una organizzazione diretta, secondo gli inquirenti, da alcuni appartenenti alla famiglia Capriati, in una prima fase da Antonio (detto "Tonino") e successivamente da suo nipote Domenico e dai fratelli di quest'ultimo.
La prima fase dibattimentale si è conclusa a marzo 2004. Alla sbarra c'erano all'inizio 137 imputati. La Corte riconobbe l'esistenza di una associazione di tipo mafioso e inflisse 4 ergastoli e un totale di 686 anni di carcere. Vennero condannati 33 imputati, di cui tre collaboratori di giustizia, a pene superiori ai 10 anni e vennero assolte 49 persone.
Già dopo la sentenza la Dia, delegata dai pm della Dda Giuseppe Scelsi e Francesco Giannella, in seguito a indagini finalizzate a dimostrare la pericolosità sociale o il pericolo di fuga degli imputati, propose e ottenne dalla magistratura la cattura di 42 persone condannate a pesanti pene detentive.
Nel 2000 Filippo Capriati, mentre era in corso il dibattimento del processo "Borgo Antico", scelse insieme ad altri imputati di essere giudicato con la formula del rito abbreviato. La loro posizione venne stralciata con la conseguente formazione di un nuovo collegio giudicante. L'uomo, il 16 dicembre 2004, è stato condannato a 22 anni di reclusione con l'accusa di essere stato uno dei promotori dell'organizzazione criminale e di aver diretto il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona della Città vecchia di Bari. La Corte di Assise lo ha riconosciuto colpevole anche di detenzione di armi utilizzate in alcune rapine.
Anche dopo l'ultima sentenza, secondo quanto accertato dagli investigatori della Dia, Filippo Capriati è da ritenersi persona socialmente pericolosa, nonostante il tempo trascorso. Negli ultimi anni non avrebbe mai reciso i legami con l'organizzazione di appartenenza e avrebbe continuato a delinquere in maniera stabile e a frequentare ambienti criminali. Questa pericolosità, invece di diminuire, si sarebbe alimentata dopo le evoluzioni e i cambiamenti interni ai principali gruppi mafiosi del capoluogo pugliese i quali, sostiene la Dia, «come un'araba fenice sono rinati dalle proprie ceneri forse proprio a causa delle scarcerazioni dei principali protagonisti».
Capriati avrebbe ripetutamente violato gli obblighi della sorveglianza speciale in assoluto disprezzo della legge tanto da essere coinvolto in questi anni in alcune importanti operazioni di Polizia. Tra queste l'Operazione 'Capra Selvaticà, condotta nell'estate del 2001 subito dopo l'uccisione per errore del 15enne Michele Fazio, che si trovò sulla traiettoria dei proiettili esplosi nel corso di una sparatoria nel Borgo Antico tra gruppi rivali. In quel blitz vennero arrestate 10 persone, tutte responsabili di associazione mafiosa, detenzione di armi e tentato omicidio ai danni di Benedetto Ferrante.
Filippo Capriati venne fermato come indiziato di delitto il 2 agosto del 2001, insieme a Giorgio Martiradonna e Michele Portoghese, nell'ambito delle indagini sul tentato omicidio avvenuto il giorno prima di Paolo Piperis e Michele Bartoli. Il 20 gennaio 2004 Capriati fu arrestato, insieme ad altre 6 persone, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare relativa all'omicidio di Carlo Delle Foglie avvenuto a Bari nel dicembre del 1991.

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