Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Rinviati a giudizio vertici de La Cascina

Avrebbero servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del policlinico di Bari, ai bambini di scuole di città e provincia e agli studenti dell'università
BARI - Avrebbero servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del policlinico di Bari, ai bambini di scuole di città e provincia e agli studenti dell' università. Alle gare d' appalto, poi - secondo l'accusa - avrebbero partecipato truffando le amministrazioni pubbliche producendo autocertificazioni false che attestavano il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte.
Per questi episodi la Procura presso il Tribunale di Bari ha notificato 32 richieste di rinvio a giudizio ai vertici romani e baresi della cooperativa La Cascina che fino all' aprile del 2003 gestiva, in regime di monopolio, le mense di scuole materne e elementari nel barese, quelle dell'università e i pasti del Policlinico, il secondo ospedale più grande del Mezzogiorno. Il presunto colossale raggiro venne alla luce il 9 aprile 2003 quando furono arrestate otto persone, mentre ad altre due - Giorgio Federici, dirigente anche di fatto de «La Cascina», e Luigi Grimaldi, all'epoca dei fatti vice presidente de «La Cascina» - furono notificate misure cautelari interdittive degli uffici direttivi dell' attività d'impresa per la durata di due mesi.

Agli arresti domiciliari (poi revocati) finirono: Salvatore Menolascina, di 36 anni, di Bari, per gli investigatori amministratore di fatto per la sede di Bari de La Cascina, considerato dall' accusa il titolare e il gestore assoluto della cooperativa; Emilio Fusco Roussier, di 33 anni, di Taranto, considerato dirigente anche di fatto e consigliere responsabile degli uffici di Bari de 'La Cascinà; Camillo Aceto, di 40, originario di Guglionesi (Campobasso), ritenuto dirigente anche di fatto e responsabile degli uffici di Bari de La Cascina; Gabriele Scotti, di 35, originario di Potenza, per gli investigatori dirigente anche di fatto e responsabile produzione e settore qualità degli impianti di Bari della cooperativa; e Ivan Perrone, di 31, di Taranto, anch'egli ritenuto dirigente anche di fatto e ispettore dell'ufficio qualità di Bari. Furono arrestati anche tre fornitori della cooperativa: Luigi e Elio Partipilo, padre e figlio, baresi di 66 e 37 anni, e Rosario Mastrangelo, di 61, di Santeramo in Colle (Bari).

Nelle richieste di rinvio a giudizio i pm inquirenti, Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro, contestano a vario titolo agli imputati numerosi episodi di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, falsità ideologica e materiale, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e turbata libertà degli incanti.
In una delle conversazioni intercettate dagli investigatori due indagati parlano di una partita di carne putrefatta da servire ai degenti del Policlinico e uno dice all'altro: «Se 'sta carne la diamo ai leoni dello Zoosafari, muoiono».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione