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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:12

Scompare sub. La sorella: «Troppo lenti i soccorsi»

Arriva sul tavolo del pubblico ministero Antonio Savasta l'esposto-querela della sorella di Giovanni Tedeschi, il 38enne pescatore tranese disperso in mare dal pomeriggio del 9 febbraio
BARLETTA - S'intrica il giallo sulla scomparsa di Giovanni Tedeschi, il 38enne pescatore tranese disperso in mare dal pomeriggio del 9 febbraio.
Perché oltre alle misteriose cause della caduta in mare, nella tarda mattinata di ieri sua sorella ha formalmente proposto un esposto-querela al pubblico ministero Antonio Savasta in cui ricostruisce la cronistoria degli ultimi giorni, puntando l'indice anche sulla presunta inefficienza dei soccorsi, ed in particolare del tardivo intervento dei sommozzatori.
Ma l'esposto mira anche a far chiarezza sulle cause della sciagura che non consente ai familiari nemmeno di poter piangere la salma del pescatore che sembra sparito nel nulla per sempre.
Giacchè, sin da alcuni giorni la speranza, di ritrovare in vita Giovanni ha lasciato il posto alla rassegnazione per la sua morte.
Molti i punti interrogativi e le coincidenze nel fascicolo d'indagine sulla sua "scomparsa", aperto ancor prima della denuncia della sorella dal sostituto procuratore Mirella Conticelli.
A cominciare dal tardivo allarme lanciato da Francesco Patruno, l'unica persona che si trovava sul peschereccio assieme a Giovanni.
Patruno, a dire della sorella della vittima, "pur non esperto di mare frequentava la barca da due anni accompagnando il fratello nelle uscite".
Fu lui a dare l'allarme. Non dal peschereccio, ma una volta giunto nel porto di Trani tra le 17,40 e le 18 di mercoledì scorso.
Eppure sul peschereccio c'era il cosiddetto baracchino ed il cellulare dello stesso Patruno.
Ma questi, sentito come persona informata sui fatti, ha riferito di non saper usare il radioapparecchio (comunque funzionante a detta della sorella) e che il cellulare era scarico.
A quanto pare, però, Patruno incrociando un peschereccio di barlettani avrebbe comunque prontamente comunicato l'accaduto, e, cioè, che improvvisamente non vide più Tedeschi a bordo.
Scomparso nel buio del mare nel tratto fra Trani e Barletta, pressappoco in località Boccadoro dov'era solito pescare. Un pescatore di professione caduto o rimasto bloccato in acqua chissà perché, senza che peraltro Patruno si accorgesse di nulla.
Ma al mistero sulle cause dell'accaduto si aggiungono le lamentele sui soccorsi.
Perché se è pur vero che intorno alle 18,30 di mercoledì oltre ad alcuni pescherecci entrarono in azione, sino alle 23, alcune motovedette di Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri, a dire delle sorella, sarebbe altrettanto vero che solo all'indomani, un volontario ha fotografato l'elica della barca "per verificare se potessero essersi impigliati filamenti d'abbigliamento. Ciò - prosegue l'esposto - avrebbe potuto aiutare per stabilire la dinamica della possibile morte e persino una maggiore localizzazione del suo corpo. Le uniche attività delle Forze dell'Ordine - aggiunge la sorella della vittima - sono consistite, sino a sabato, in pattugliamenti di 1 o 2 motovedette e di 2 ore di passaggio dell'elicottero.
Ma la maggior lamentela è sul tardivo intervento dei sommozzatori, entrati in scena solo sabato. "Fino a quel momento - prosegue l'esposto - le uniche persone che si erano immerse battendo il fondale, con gli insufficienti mezzi disponibili, erano stati parenti ed amici volenterosi".
Domenica entrarono in scena anche i sommozzatori di Taranto che - a dire della denunciante - "avevano ascoltato per radio sin da mercoledì la situazione d'emergenza e si erano abbastanza stupiti di non essere stati immediatamente coinvolti nelle ricerche", sostenendo, inoltre, di non poter intervenire autonomamente.
La Tedeschi, assistita dall'avv. Giuseppina Chiarello, esprime perplessità anche sul tardivo sequestro del peschereccio, finito sotto i sigilli solo due giorni dopo l'accaduto su sua stessa richiesta.
Antonello Norscia

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