Domenica 22 Luglio 2018 | 01:24

Capitanata - Manette all'infermiere-Rambo

I Carabinieri a San Marco in Lamis hanno trovato in casa di Michele Coco, 40 anni, un vero e proprio arsenale. Accusato anche di incendi e minacce alla giunta comunale
FOGGIA - È stato arrestato il presunto autore dei tanti attentati incendiari e delle lettere minatorie indirizzate al sindaco di San Marco in Lamis, Matteo Tenace. I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo e della stazione di San Marco in Lamis hanno arrestato un infermiere di 40 anni, Michele Coco. L'uomo è accusato di detenzione di arma da fuoco, di esplosivo pericoloso, minacce aggravate, ricettazione, simulazione di reato, fabbricazione e detenzione di materiale esplodente e danneggiamento pubblico seguito da incendio.
L'uomo, che lo scorso anno si autoproclamò capo di un fantomatico «Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico» nel centro garganico, è considerato anche l'autore delle numerose lettere minatorie indirizzate al primo cittadino di San Marco in Lamis e dell'incendio delle auto di alcuni assessori della stessa giunta. Inoltre, secondo gli investigatori, l'uomo avrebbe incendiato anche il proprio mezzo per giustificare il suo impegno nel riportare la sicurezza nel suo paese.
Una vera e propria armeria quella scoperta all'interno della sua abitazione. I Carabinieri, durante la perquisizione, hanno trovato un fucile illegalmente detenuto, trecento cartucce di vario calibro, cinque chili di polvere da sparo nera, un ordigno rudimentale costituito da un tubo metallico all'interno del quale era stato sistemato dell'esplosivo. Inoltre sono stati trovati ulteriori cinquecento grammi di polvere nera uniti con due candelotti e una bottiglia da un quarto di litro di benzina, la cui esplosione - secondo gli investigatori - avrebbe potuto provocare danni gravissimi. Inoltre sono stati trovati ordigni rudimentali dello stesso tipo di quelli usati negli incendi.
Nella sua auto i militari hanno trovato anche tre bottiglie molotov che, secondo gli investigatori, sarebbero state utilizzate nei prossimi giorni per altri attentati. Sempre nell'abitazione dell'uomo gli investigatori hanno rinvenuto alcune fotocopie delle lettere di minacce che nei mesi scorsi sono state inviate al sindaco e ad alcuni assessori della giunta comunale.
Circa una quindicina gli incendi che sarebbero stati da lui provocati. Negozi, uffici pubblici e porte di abitazioni private i suoi obiettivi. Coco è stato anche accusato di aver dato fuoco al ripetitore della Telecom di Borgo Celano, alla periferia di San Marco in Lamis. Oltre agli incendi, il quarantenne è stato riconosciuto anche come l'autore delle lettere minatorie - alcune contenenti proiettili di pistola -, delle telefonate e delle scritte di minaccia che sono apparse negli scorsi mesi sui muri del centro garganico e tutte indirizzate al sindaco e alla giunta. Coco è stato anche denunciato per falso, poiché nella sua abitazione i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo hanno trovato diversi timbri dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e della Asl di Bari e cinque ricettari in bianco, con i quali, dopo averli falsificati, giustificava la sua assenza per malattia dal proprio posto di lavoro.

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