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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:21

Incinta, costretta a prostituirsi

Trentenne siciliana di Brindisi fa denunciare dai Carabinieri a piede libero il marito, uno slavo di 24 anni. Era costretta a «lavorare» presso lo stadio di Lecce
BRINDISI - Nonostante fosse all'ottavo mese di gravidanza, era obbligata da suo marito, con minacce e percosse, a prostituirsi nelle vicinanze dello stadio di Lecce. Lo hanno accertato i Carabinieri di Brindisi ai quali la donna, una giovane di 30 anni, siciliana, ha chiesto aiuto nella stazione ferroviaria di Brindisi dove stava per prendere un treno per Lecce.
La donna vive con suo marito - un uomo di 24 anni, di nazionalità slava, con numerosi precedenti penali - in un appartamento del centro storico di Brindisi. Ai militari ha raccontato che l'uomo la costringeva, nonostante le sue condizioni, a prostituirsi minacciandola con percosse. La giovane donna ha detto inoltre che la sua destinazione era la città di Lecce dove, prostituendosi, riusciva a guadagnare 500 euro a notte.
I militari l'hanno condotta nell'ospedale "Perrino", dove i medici hanno accertare che le sue condizioni di salute sono buone, ed è stata trasferita in un centro di accoglienza. L'uomo è stato denunciato per sfruttamento della prostituzione e maltrattamenti.

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