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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 02:21

Invece di una maglieria, un supermarket della mala

Blitz della Guardia di Finanza in un capannone della zona industriale di Canosa. All'interno migliaia di capi di abbigliamento, in gran parte con griffes contraffatte e articoli di bellezza, alimentari e casalinghi forse d'origine furtiva
BARI - Blitz della Guardia di Finanza in un capannone della zona industriale di Canosa, apparentemente di maglieria ma in realtà trasformato in un deposito della malavita.
All'interno del capannone della zona industriale di Canosa, al momento dell'irruzione dei finanzieri della tenenza di Andria, migliaia di capi di abbigliamento, in gran parte con griffes contraffatte e stipati in cartoni.
Insieme a tute da ginnastica e felpe con marchi contraffatti anche articoli di bellezza, alimentari e casalinghi probabilmente provenienti da furti compiuti ai danni di Tir. Un capannone con decine e decine di colli ancora pieni di merce per un valore in fase di accertamento.
Sulla provenienza della merce rubata sono in corso indagini da parte degli uomini delle «Fiamme gialle» che non escludono che possa trattarsi di un deposito di stoccaggio di merce falsa o rubata forse in attesa di altre destinazioni.
Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Mirella Conticelli, hanno individuato e stanno effettuando controlli sull'attività dell'affittuario del capannone, un cerignolano risultato già noto alle forze dell'ordine.
Per i finanzieri si tratterebbe della scoperta di uno dei quantitativi più rilevanti di merce di dubbia provenienza ritrovata negli ultimi tempi nell'intero Nord Barese.
I risultati dell'operazione e le eventuali novità investigative saranno resi noti in una conferenza stampa che si svolgerà lunedì mattina nella sede della tenenza della Guardia di Finanza di Andria.
Paolo Pinnelli

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