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Domenica 24 Settembre 2017 | 00:03

Cnr - Arrivano le serre spray biodegradabili

La presentazione della rivoluzionaria miscela che eviterebbe l'uso dei teloni di plastica altamente inquinabili a Bari (l'Università pugliese ha partecipato al progetto) presso la Fiera del Levante
ROMA - Serre 'spray' biodegradabili fabbricate con una miscela di polisaccaridi - derivati da alghe, crostacei e residui dell'industria conserviera - che si solidifica come una vernice. La rivoluzionaria miscela è stata messa a punto dal Progetto europeo LIFE BIOCOAGRI, coordinato dall'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e servirà a coprire i terreni al posto dei teloni neri non riciclabili.
Una spruzzata di polimeri naturali sul terreno sostituirà dunque gli antiestetici teloni di plastica nera usati per la pacciamatura, ossia per evitare che crescano erbe infestanti. La soluzione acquosa, messa a punto dal Progetto europeo coordinato da Mario Malinconico dell'Ictp-Cnr, si solidifica come uno strato di vernice sotto gli occhi dell'agricoltore e una volta utilizzata, può essere rimossa tra le zolle, senza rischio di inquinamento. Un risultato che verrà illustrato nell'ambito della Giornata Tecnologica che si terrà a Bari il 12 febbraio nell'ambito della Fiera del Levante.

Al progetto, approvato dalla Comunità Europea nel 2003, partecipano l'Istituto di cibernetica «E.Caianiello» del Cnr, le Università di Napoli, Bari e Osnabrueck, in Germania, e la società svedese PSS.
«Con il progetto Biocoagri - ha spiegato Malinconico - abbiamo voluto focalizzare l'attenzione sui film per la pacciamatura, cioè su quelle pellicole di colore nero il cui utilizzo è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Attualmente, per una superficie di 100.000 ettari, il consumo annuale è di circa 65.000 tonnellate. Una volta rimosse - ha proseguito - queste pellicole sporche e contaminate da diserbanti e fertilizzanti non sono economicamente appetibili per operazioni di riciclo e per la maggior parte, circa l'80%, vengono abbandonate sul terreno o bruciate in modo incontrollato, con conseguente immissione di sostanze nocive nell'atmosfera e nel suolo».

E qui si inserisce il progetto Biocoagri, nato per promuovere un'agricoltura sostenibile: la nuova soluzione acquosa è infatti composta da polisaccaridi naturali, derivanti da alghe, crostacei, mais, patate, pomodori e, in genere, dai residui dell'industria conserviera, tutti disponibili in milioni di tonnellate l'anno. Una volta distribuita sul suolo, la componente acquosa della sostanza evapora, mentre i polisaccardi si solidificano in una membrana la cui resistenza varia a seconda delle esigenze dell'agricoltore. Questa può essere colorata di nero o arricchita di fertilizzanti e diserbanti naturali. L'applicazione ha già avuto successo nelle colture di pomodori, asparagi, fragole, patate e fiori, su campi pilota allestiti in Svezia, Germania e in Italia. Il materiale ha bassi costi perché si risparmia sulla materia prima e sul processo di trasformazione, che avviene direttamente sul terreno. I risultati, ha concluso Malinconico, «stanno suscitando grande interesse: attualmente abbiamo collaborazioni con industrie chimiche italiane e svedesi e società leader nel settore della produzione di alghe e derivati».

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