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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:08

Indagine sulle assunzioni alla multiservizi di Barletta

La multiservizi di Barletta (Barsa) finisce sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Trani. Oggi interrogato il sindaco Francesco Salerno in qualità di persona informata sui fatti
BARI - La multiservizi di Barletta (Barsa) finisce sotto la lente d'ingrandimento della Procura della Repubblica di Trani.
Sarebbero diversi i filoni d'inchiesta su cui indaga il Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa, che, stamattina, ha interrogato il sindaco di Barletta Francesco Salerno in qualità di persona informata sui fatti.
Massimo il riserbo sui fatti oggetto d'inchiesta, ma, a quanto pare, negli ultimi mesi, la polizia giudiziaria avrebbe acquisto a più riprese atti inerenti diverse vicende.
Alla base ci sarebbero alcuni esposti ma il fascicolo d'indagine conterrebbe anche una nutrita rassegna stampa sulle vicende che hanno interessato la Barsa, la società multiservizi di cui il Comune vanta il pacchetto di maggioranza (72%).
Non si esclude che siano già diverse le persone iscritte nel registro degli indagati.
Di certo l'inchiesta, che si dirama in più in filoni, non è conclusa.
E, probabilmente, la convocazione del sindaco come persona informata sui fatti si pone al culmine di un mosaico che conterrebbe già alcune tessere importanti.
A quanto pare l'interrogatorio del sindaco s'inserirebbe nel filone d'inchiesta, avviato nel giugno 2003, sulla diatriba tra lo stesso Salerno ed il consigliere dello "Sdi" Giuseppe Bufo relativa all'approvazione del bilancio comunale.
All'epoca da Palazzo di Città furono acquisiti alcuni documenti per far luce su un polverone politico-amministrativo che sfociò in un fascicolo d'indagine.
L'attenzione degli inquirenti si posò su alcuni verbali del consiglio comunale: quelli relativi al 28 marzo 2003, quando all'ordine del giorno c'era proprio l'approvazione del bilancio di previsione, e quelli successivi in cui il consigliere Antonio Carpagnano chiese al sindaco di confermare alcune sue dichiarazioni riportate da "La Gazzetta". Ma nel fascicolo d'inchiesta sarebbero finiti anche i numerosi articoli di stampa relativi alle presunte ombre sul "voto di scambio", secondo quanto "denunciato" in una conferenza del 16 Maggio 2003 dall'europarlamentare Pietro Mennea nell'ambito della panoramica sul primo anno dell'amministrazione Salerno-bis.
Le cronache riportarono come lo "strappo" tra il sindaco e l'avvocato Bufo fosse stato originato dall'assenza del consigliere di maggioranza al momento della votazione del bilancio di previsione.
Sul punto i due protagonisti offrirono differenti versioni.
Secondo l'avv. Bufo il suo allontanamento dall'aula consiliare fu dovuto ad un improvviso problema familiare.
Per Salerno, invece, l'assenza sarebbe stata causata dal rifiuto opposto al consigliere di avere voce in capitolo sulle nuove assunzioni alla Barsa. Versione, questa, decisamente respinta da Bufo.
Comunque, l'allontanamento del consigliere dall'aula indusse Salerno a revocare l'assessore dello Sdi con delega agli affari istituzionali Teodoro Doronzo.
Ma non fu l'unica "sostituzione". Ci fu un cambio della guardia anche al vertice dello Sdi cittadino: all'avvocato Pietro Coviello subentrò il neosegretario Gaetano Delzio.
A prescindere dallo strappo tra Bufo e Salerno, la supposta corsa per i posti occupazionali e i meccanismi gestionali della "Barsa" sarebbero importanti filoni su cui sta indagando il Pm Maralfa.
Evidentemente l'audizione del sindaco era ritenuta importante per far chiarezza su vicende troppo chiacchierate.
Antonello Norscia

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