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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:50

Trani-Dubrovnik in catamarano a spese dei contribuenti?

La Procura vuol vederci chiaro. Perquisiti il Comune di Trani e la municipalizzata Amet a caccia di documenti utili alle indagini. Abuso d'ufficio e peculato sarebbero le ipotesi di reato
BARI - Su provvedimento del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Mirella Conticelli la Polizia stamattina Polizia è stata incaricata di perquisire il Comune di Trani e la municipalizzata Amet, e nel caso sequestrare documenti, in relazione alle traversate Trani-Dubrovnik succedutesi tra il 26 Luglio ed il 13 Settembre.
Abuso d'ufficio e peculato. Sarebbero queste le ipotesi di reato per cui, a vario titolo e a seconda delle rispettive responsabilità, nel registro degli indagati sono state iscritte alcune persone di cui al momento s'ignorano le generalità.
All'attenzione degli inquirenti sono le modalità, gli esborsi e la gestione dei biglietti per il collegamento con l'altra sponda dell'Adriatico.
Nell'inchiesta pare coinvolta anche l'Amet Iniziative e Gestioni Speciali srl che stipulò un'apposita convenzione con l'Agenzia Marittima Tour Operator Agestea srl di Bari.
Questo dopo uno studio di fattibilità dell'Amet che, evidentemente, ritenendo valido il progetto sperimentale di un anno, finalizzato alla promozione turistica, "delegò" l'Amet Iniziative Speciale a formalizzare l'accordo.
L'idea di ristabilire un collegamento fra Trani e Dubrovnik fu avanzata dall'associazione "Amici della Croazia".
Poi l'interessamento all'iniziativa del Comune e la stipula della convenzione tra l'Amet Iniziative Speciali e l'Agestea, dopo che l'agenzia barese, rappresentata da Domenico Stea, optò per l'impiego di un catamarano piuttosto che di un traghetto per le caratteristiche del porto di Trani.
Ma l'operazione sarebbe "naufragata". Tant'è che recentemente l'Agestea, dopo aver ricevuto un iniziale bonifico di 31.000 Euro, avrebbe promosso un ricorso per decreto ingiuntivo a fronte del saldo maturato.
A quanto pare, l'accordo avrebbe previsto che l'Amet Iniziative Speciali s'impegnava a garantire un contributo fisso pari al controvalore di 130 biglietti per un minimo di 10 corse. In più l'azienda tranese avrebbe garantito l'acquisto diretto di 50 biglietti a viaggio da distribuire in proprio.
Sarebbe proprio la gestione dei biglietti uno dei punti focali dell'inchiesta per capire se siano stati venduti o regalati a parenti ed amici, alla luce delle liste d'imbarco che menzionerebbero ripetutamente molte persone.
Antonello Norscia

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