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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:41

La nave di Garibaldi sui fondali delle Tremiti

Si tratta della «Lombardo» che fece naufragio quattro anni dopo aver sbarcato i garibalidini a Marsala. Il sindaco di Tremiti: temiamo gli sciacalli
Lombardo ROMA - Riemerge uno dei simboli della storia d'Italia, 141 anni dopo esserne stato protagonista: la nave Lombardo, che assieme alla Piemonte portò Garibaldi e i Mille da Quarto in Sicilia, è stata ritrovata nei fondali delle Isole Tremiti, dove naufragò quattro anni dopo aver sbarcato i garibalidini a Marsala.
La notizia è stata anticipata dal mensile Focus che sul numero in edicola da domani ricostruisce gli ultimi anni del Lombardo.
La nave è stata ritrovata dallo storico Pietro Faggioli, che l'ha localizzata nei fondali dell'Isola di San Domino, nei pressi di cala degli Inglesi e punta del Vapore.
Il Lombardo - un pirovapore varato nel 1841 - ebbe un primo contatto, non troppo fortunato, con i garibaldini già nel 1849, quando trasportò i superstiti della difesa della Repubblica Romana dai francesi. Ben altra sorte riservò invece il nuovo incontro il 6 maggio del 1860, quando iniziò la spedizione che cambio la storia d'Italia. Le due navi - secondo quanto ricostruisce il mensile di Gruner - Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri - furono concesse gratuitamente ai garibaldini da Giovan Battista Fauchè, amministratore delegato dell'armatore Raffaele Rubattino, che ne era invece all'oscuro. La Lombardo e la Piemonte salparono il 6 maggio: a bordo c'erano 1089 uomini e un'unica donna, Rosalia Montmasson, moglie di Francesco Crispi.
Il 7 maggio le navi si fermarono a Talamone, dove furono consegnati a Garibaldi 4 cannoni e munizioni e il giorno dopo ripresero la navigazione per la Sicilia. A Marsala arrivarono l'11 maggio: le navi borboniche avrebbero potuto cannoneggiare e affondare subito sia il Lombardo sia il Piemonte, mettendo fine allo sbarco e all'unità d'Italia, ma non lo fecero per evitare un incidente diplomatico: le due navi erano infatti entrate in porto scortate da due imbarcazioni inglesi. Furono però colpite poche ore dopo: il Piemonte fu devastato e andò in secca mentre il Lombardo rimase semi affondato nel porto di Marsala.
Due mesi dopo, prosegue la ricostruzione di Focus, il Lombardo fu rimorchiato fino a Palermo per essere ristrutturato e un anno dopo tornò nuovamente a navigare, iscritto nella marina da guerra sarda. Per tre anni fece avanti e indietro dai porti italiani, portando truppe, trainando draghe e consegnando detenuti alle colonie penali. Il 3 marzo 1864 iniziò il suo ultimo viaggio: partito da Ancona con truppe destinate a Manfredonia e detenuti per le isole Tremiti, incappò in una secca dell'isola di San Domino la notte tra il 12 e il 13 marzo. Per 6 giorni consecutivi si tentò di salvare la nave ma il 19 marzo la forza del mare gli spezzò la chiglia e la fece colare a picco, consegnando il Lombardo agli abissi.

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