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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:48

Recupero barocco leccese, il ministro dei Beni Culturali presenta il progetto

In tutto 7 milioni e 740 mila euro per le chiese, i conventi e i centri storici di Maglie, Copertino, Gallipoli, Galatina, Casarano e Nardò. L'intervento realizzato con i fondi di Arcus
ROMA - Oltre 7,5 milioni di euro per riportare al vecchio splendore chiese, monumenti e centri storici dei comuni della provincia salentina. Presentato oggi a Roma dal ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani e dai rappresentanti della amministrazione provinciale, parte l'intervento - realizzato con i fondi di Arcus - per la salvaguardia del barocco leccese. E il ministro avverte: «Presto dovremo intervenire in altre zone ricche di capolavori, eppure ancora fuori dai circuiti turistici tradizionali». L'iniziativa, che tiene conto anche di un disegno di legge della senatrice Maria Rosaria Manieri (attualmente anche assessore all'ambiente della provincia di Lecce) prevede risorse per tredici interventi di restauro concordati con la provincia di Lecce. In tutto 7 milioni e 740 mila euro per le chiese, i conventi e i centri storici di Maglie, Copertino, Gallipoli, Galatina, Casarano e Nardò.
«Il recupero delle meravigliose testimonianze del barocco leccese - ha sottolineato il ministro Urbani - è un passo importante verso la piena valorizzazione del patrimonio culturale della Puglia. Grazie alle risorse di Arcus, sarà possibile investire nel restauro di edifici religiosi che caratterizzano fortemente il salento. In questo modo verrà potenziato il turismo culturale nella regione, asset unico ed inimitabile sul quale bisogna puntare per rilanciare l'iniziativa imprenditoriale nel Paese ed in particolar modo nel Sud».
Questo intervento, ha fatto notare il presidente della provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, «è il punto di arrivo di una lunga vicenda di iniziative parlamentari per non limitare la tutela del barocco ai capolavori del capoluogo». E questo perchè, ha ricordato anche la senatrice Manieri, il barocco leccese è un fenomeno culturale che riguarda e identifica l'intero salento. Tanto più che i maggiori maestri del barocco, ha sottolineato, «avevano le loro scuole nei comuni che oggi sono interessati dal restauro».
Un'iniziativa, ha precisato Urbani, che servirà da test, da inizio per un progetto più ampio: quello di «valorizzare i Beni Culturali che sono al di fuori dei grandi circuiti turistici nazionali» .Insomma, ha concluso il ministro, «siamo consapevolissimi che interventi come quello che stiamo facendo oggi per il barocco leccese sono solo una piccola parte di quello che c'è da fare. In un futuro prossimo, dovremo cercare di moltiplicare questi impegni».

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