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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:09

Molfetta - Richiesti rinvii a giudizio per malasanità

Tre partorienti tra fine ottobre e inizi novembre 2002 tre partorienti sarebbero state vittime di presunti casi di malasanità presso «Villa Giustina». L'ipotesi fu di infezione in sala parto
MOLFETTA - Si conclude con quattro richieste di rinvio a giudizio l'inchiesta su «Villa Giustina», la clinica privata molfettese dove tra fine ottobre e inizi novembre 2002 tre partorienti sarebbero state vittime di presunti casi di malasanità.
Di qui un unico filone d'inchiesta per accertare eventuali nessi fra i tre episodi, di cui il primo drammaticamente culminato con la morte della 35enne biscegliese Vincenza Monopoli, ricorsa a Villa Giustina per dare alla luce la secondogenita.
La piccola nacque in buone condizioni di salute il 28 ottobre con un parto cesareo, ma sua madre spirò tre giorni dopo nell'ospedale di Acquaviva delle Fonti dove giunse in gravi condizioni.
Ed è proprio per il suo caso che il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Luigi Scimè ha formulato richiesta di rinvio a giudizio a carico di 4 sanitari di Villa Giustina «che procedettero alla prima operazione di taglio cesareo e/o poi seguirono il decorso post operatorio»: i dottori Giuseppe Arcieri, Roberto Leuci, Rodolfo Monelli e Francesco Colella, per cui si celebrerà l'udienza preliminare.
Il Pm contesta il reato di omicidio colposo. Secondo quanto accertò l'autopsia, Vincenza Monopoli morì per un'insufficienza a fegato e polmoni.
Col parto le sue condizioni precipitarono, ma, secondo l'accusa, l'esatta diagnosi sarebbe stata ritardata, anche per la mancanza del necessario monitoraggio, col conseguente ritardo nelle cure del caso.
Pochi giorni dopo, altre due donne, una molfettese ed una barlettana, subirono lesioni a seguito dei rispettivi parti; anche loro furono ricoverate in altri ospedali in gravi condizioni.
Perciò il Pm inquirente ipotizzò che i tre casi potessero avere una matrice comune, come, ad esempio, un'infezione nella sala parto.
Ma l'inchiesta non l'ha provato. Anzi per il caso della donna molfettese la Procura s'è dovuta fermare in difetto di una valida querela.
Valida, invece, la querela sporta dalla donna barlettana, ma nel suo caso i consulenti nominati dal Pm non hanno ravvisato fatti che possano configurare un caso di malasanità.
Antonello Norscia

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