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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:06

Modugno - Retata di spettatori eccellenti a corsa clandestina di cavalli

Appartenevano a clan in guerra fra loro per il controllo dei traffici illeciti per le strade di Bari, ma erano uniti nella passione per le corse clandestine dei cavalli. Tra i denunciati, oltre a persone residenti nel barese, ci sono pregiudicati delle province di Lecce, Brindisi, Foggia, Potenza e Matera
BARI - Appartenevano a clan in guerra fra loro per il controllo dei traffici illeciti per le strade di Bari, ma erano uniti nella passione per le corse clandestine dei cavalli alcuni degli oltre cento pregiudicati appartenenti a diversi clan malavitosi denunciati dai carabinieri per aver organizzato e preso parte ad una corsa clandestina di cavalli interrotta ieri a Modugno (Bari) dai carabinieri del comando provinciale di Bari e del VI elinucleo.
E' quanto ritengono di aver accertato i militari dopo aver denunciato a piede libero, per esercizio abusivo di gare clandestine, gli oltre 100 pregiudicati bloccati sul posto, in località «Campolieto», una zona residenziale dove si trovano numerose ville. Tra i denunciati, oltre a persone residenti nel barese, ci sono pregiudicati delle province di Lecce, Brindisi, Foggia, Potenza e Matera. Alcuni erano anche sottoposti a sorveglianza speciale e all'obbligo di soggiorno e, non essendo più in possesso delle patenti di guida, erano giunti sul posto accompagnati dai loro autisti.
Durante l'operazione i carabinieri hanno sequestrato nove cavalli allenati per le corse su pista e 15.000 euro, somma ritenuta provento del solo «biglietto» che gli spettatori avevano pagato poco prima per poter assistere allo «spettacolo». Le gare si dovevano svolgere su un rettilineo che era stato chiuso al traffico dagli organizzatori che provvedevano anche, con un consistente numero di vedette piazzate agli accessi di ogni strada limitrofa, a deviare le automobili dei cittadini inconsapevoli che volevano raggiungere la zona.
Per ogni corsa clandestina organizzata, stimano i militari, il giro di affari era di 40-50mila euro e gli scommettitori (che puntavano almeno 20 euro a gara) avevano anche la possibilità di pagare con assegni perché, hanno spiegato i carabinieri, erano conosciuti e facevano parte da tempo del giro di scommettitori. Le gare avevano cadenza settimanale o quindicinale: ogni cavallo disputava due-tre gare al giorno e ad ogni gara scendevano in pista fino a quattro animali.
Dal martedì di ogni settimana in ambienti criminali cominciavano a circolare indiscrezioni sui cavalli e sui fantini che avrebbero disputato la domenica successiva la gara, e anche pettegolezzi sul compenso che sarebbe andato di volta in volta ai fantini ingaggiati dai clan. Poi, soprattutto la domenica, la gente si riuniva (anche in caso di pioggia) nel luogo scelto di volta in volta: cavalli e fantini arrivavano all'alba assieme agli organizzatori che chiudevano la zona; alle 8,30 cominciavano le gare che si protraevano fino all'ora di pranzo.
Accertamenti sono ora in corso per stabilire se i cavalli sequestrati fossero stati dopati o sottoposti a maltrattamenti, anche per il solo fatto di essere costretti a correre su strade asfaltate. Gli accertamenti clinico-veterinari sono stati affidati ai carabinieri del Nas.

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