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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:27

Monopoli - Finisce in rissa la molestia telefonica alla bella di un altro

Il fidanzato della ragazza ha affrontato e schiaffeggiato il rivale. Sono nate du e spedizioni punitive da parte dei familiari, rissa e ricorsi al pronto soccorso. È intervenuta la polizia
MONOPOLI (BARI) - Per oltre quattro mesi ha molestato telefonicamente una ventunenne della quale si era invaghito con una raffica di telefonate, squilli e sms sul cellulare. La ragazza lo aveva pregato di smettere, gli aveva detto che non era interessata a lui. Ma il giovane, che ha 23 anni e si chiama Paolo, ha continuato imperterrito nella sua attività di stalking, la parola con la quale ormai si definiscono le molestie assillanti.
Fino a ieri, quando il fidanzato della ragazza ha deciso di reagire schiaffeggiando pubblicamente il suo rivale ma provocando al tempo stesso la reazione del padre e dei due fratelli (tutti macellai) del corteggiatore molesto. Armati di coltelli e affilacoltelli, i tre macellai hanno dato vita a due spedizioni punitive: la prima a casa della ragazza, l'altra in un bar di Monopoli. Qui i tre, alla fine, sono stati arrestati da agenti di polizia del commissariato di Monopoli, nel sud Barese per minacce aggravate, violazione di domicilio, porto e detenzione di armi proibite e per lesioni personali. Il corteggiatore respinto è stato invece denunciato a piede libero per molestie telefoniche.
La vicenda risale a ieri mattina quando la ragazza racconta al fidanzato di aver ricevuto sul cellulare l'ennesimo sms dal solito corteggiatore che la molesta ormai da oltre quattro mesi. Il fidanzato le dice: «Fino ad ora hai provato tu a farlo smettere, ora ci penso io». Il giovane, che ha anche lui 23 anni, decide quindi di rintracciare il corteggiatore e appena lo incontra lo schiaffeggia pubblicamente per strada a Monopoli. Gli dice che deve lasciare in pace la sua fidanzata. Il molestatore torna a casa e racconta dell'aggressione subita al padre, Giuseppe Leoci, di 60 anni, e ai suoi due fratelli, Cosimo e Giovanni.
I tre promettono vendetta e vanno subito a casa della ragazza: sull'uscio minacciano di morte lei e il fratello (scambiandolo per l'aggressore di Paolo) per l'affronto subito, tutto sotto gli occhi impauriti dei genitori della ragazza. Appena il terzetto capisce che non era stato il fratello della ragazza ad aggredire il loro congiunto avviano le ricerche del giovane. Nel pomeriggio, con la complicità del 23/enne aggredito, rintracciano in un bar di Monopoli la ragazza, suo zio, suo fratello e il fidanzato.
Qui il commando entra in azione: il sessantenne macellaio entra nel locale armato con un pesante affilacoltelli e lo tira sulle teste dello zio e del fidanzato della ragazza, che riportano ferite lacero-contuse e un trauma cranico. Uno dei due suoi figli, armato con un coltello a serramanico, tenta di accoltellare il fratello della giovane che riesce ad evitare il colpo solo grazie ad un giubbotto abbastanza robusto che impedisce all'arma di ferirlo. La zuffa viene sedata da alcuni amici delle vittime dell'aggressione che placano gli animi e bloccano i tre picchiatori. I feriti raggiungono il vicino ospedale di Monopoli per farsi medicare, mentre gli aggressori vengono subito bloccati dalla polizia che li rinchiude in carcere.
Roberto Buonavoglia

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