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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:16

Medico di Troia: «Miracolo da Padre Pio»

«Nel '44 ero prigioniero di guerra e mia madre non sapeva se fossi vivo o morto. Il frate a S. Giovanni Rotondo le disse che ero in Polonia e che avrebbe avuto notizie»
FOGGIA - «Tuo figlio si trova in Polonia e presto avrai sue notizie». Sono le parole che Padre Pio nel 1944 disse ad una signora che da un anno non aveva più notizie del figlio, prigioniero in un campo di concentramento tedesco.
Oggi Pompeo Querques, 84 anni, medico veterinario in pensione di Troia nel foggiano svela il miracolo di Padre Pio raccontatogli dalla madre. «Il 9 settembre del 1943 - racconta nella sua grande casa a due piani in pieno centro nel paesino del subappennino - fui catturato dai tedeschi ed internato in campo di concentramento. All'epoca ero sottotenente del primo gruppo della Divisione Corazzata Ariete, la stessa che combattè in Africa, ad El Alamein. Prima venni internato in Austria nel campo di Mathausen, poi in Prussia orientale e poi nel marzo del 1944 a Deblin, in Polonia. Il mio campo era il 307 e il mio numero era 7059».
«Mia madre - racconta ancora Pompeo Querques - non aveva mie notizie da circa un anno e, sapendo dalla radio che molti militari italiani venivano uccisi dai tedeschi, decise di andare a San Giovanni Rotondo per sentire una messa di Padre Pio». «Durante la funzione religiosa - ricorda l'ex soldato mentre stringe tra le mani il diploma di ex internato - mia madre vide il frate levitare. Chiese a mio zio se anche lui aveva visto, ma lui non vide nulla. Al termine della messa mia madre si avvicinò a padre Pio e questi, mettendole una mano sulla testa, le disse: tuo figlio Pompeo si trova in Polonia prigioniero. Sta bene in salute ma tira la cinghia. Quando mia madre andò a confessarsi il frate della stimmate le ripetè le stesse frasi: tuo figlio Pompeo è prigioniero, ma avrai sue notizie tra breve». Dopo qualche mese alla donna giunsero finalmente alcune lettere di quel soldato oggi ultraottantenne.

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