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Lunedì 25 Settembre 2017 | 08:19

Sparatoria a Bari: un morto ed un ferito

Agguato alla Zona industriale, in via Lindemann, nei pressi di un salottificio e in un'auto che forse appartiene alla stessa azienda. Ucciso un quarantaduenne di Cerignola. Colpito con tre pallottole ad una gamba l'amico o collega barese di 55 anni: non è in gravi condizioni. Nell'auto un campionario di tessuti
Bari - Omicidio via Lindemann BARI - Si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato quello avvenuto verso l'ora di pranzo nei pressi di un salottificio nella zona industriale di Bari, in via Lindemann.
Ignoti hanno fatto fuoco con diversi colpi d'arma da fuoco contro una Fiat Multipla con a bordo due persone. Una è rimasta uccisa mentre l'altra è stata ferita alle gambe ed è stata ricoverata al S. Paolo. Nell'auto c'era un campionario di tessuti per arredamento e gli investigatori sembrano escludere ipotesi di rapina.
È stato identificato l'uomo rimasto ucciso nel pomeriggio in un agguato davanti un salottificio nell'area industriale di Bari. Si tratta di Vincenzo Di Leo, 42 anni, di Cerignola (Foggia), colpito a morte da alcune pallottole mentre tentava di raggiungere un'auto in sosta. I carabinieri hanno infatti trovato tracce di sangue vicino allo sportello dell'auto, probabilmente di proprietà dell'azienda che produce salotti.
È stato sottoposto ad intervento chirurgico l'altro uomo colpito nell'agguato, Luigi Fusano, di 55 anni, barese, che è stato centrato da tre pallottole ad una coscia. Le sue condizioni non sono gravi.
Vincenzo Di Leo è un pregiudicato.
Sulle modalità dell'omicidio fino a stasera i carabinieri continuano a mantenere uno stretto riserbo anche perchè le indagini sono ancora in pieno svolgimento. Secondo quanto si è appreso, tuttavia, pare che l'episodio non sia ricollegabile a una guerra tra clan, che è stata invece all'origine dei recenti fatti di sangue a Bari, e che sia invece riconducibile a un litigio tra persone comunque legate alla malavita.

L'OMICIDIO NELLA ROCCAFORTE DEL CLAN TELEGRAFO
L'agguato che nel primo pomeriggio ha provocato un morto e un ferito è avvenuto nel quartiere San Paolo di Bari, roccaforte del clan mafioso dei Telegrafo che da qualche tempo - secondo recenti indagini della Dda - controlla in via esclusiva i traffici illeciti nel rione tollerando le frequenti incursioni di esponenti del clan Strisciuglio.
Questi ultimi sono invece egemoni in diversi quartieri del capoluogo pugliese, e per mantenere la leadership del malaffare hanno ingaggiato una sanguinosa guerra con i Capriati, i loro avversari storici, che si combatte anche tra la gente e nelle strade affollate a ridosso del centro murattiano con agguati compiuti con colpi di mitraglietta e di pistola.
Secondo le più recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia, i Telegrafo hanno da tempo scacciato dal San Paolo gli avversari del clan Diomede, che attualmente gestiscono i traffici di sostanze stupefacenti e le estorsioni nel vicino Comune di Modugno (Bari). Il presunto capo storico del clan Telegrafo, Nicola Telegrafo, è morto qualche tempo fa in carcere. Ora l'organizzazione - stando sempre alle indagini - è controllata da persone detenute.

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