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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 15:38

«C'è in giro falso Pane d'Altamura»

Mentre si attende l'avvio della commercializzazione del Pane Dop (manca la certificazione del passaggio della farina), l'imprenditore Giuseppe Di Gesù lancia l'allarme contraffazione
BARI - Il 2005 è l'anno dell'inizio della commercializzazione del pane Dop di Altamura, in provincia di Bari. Il riconoscimento nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea è giunto il 19 luglio del 2003. Realizzato ancora nella maniera tradizionale con semola rimacinata di grano duro, è uno dei prodotti più noti della cucina pugliese e meridionale. Giuseppe Di Gesù, della fratelli Di Gesù, una delle più antiche aziende del comparto esprime la propria soddisfazione ma anche il suo rammarico determinato da un passaggio burocratico che impedisce ancora l'effettivo arrivo sulle tavole del prodotto certificato. «Finalmente dall'1 gennaio 2005 - dice - abbiamo la possibilità di produrre e di commercializzare il Pane di Altamura Dop. In realtà manca solo qualche passaggio burocratico, che sicuramente riusciremo a superare in pochissimo tempo ma finalmente dopo anni di sacrifici e un lungo iter, siamo a un passo da questo agognato traguardo». All'avvio della commercializzazione vera e propria manca ancora la certificazione del passaggio della farina.
«Presto - assicura - i consumatori potranno trovare il vero pane di Altamura Dop presso i panifici e i punti vendita di fiducia in tutta Italia. Per il momento abbiamo effettuato solo alcune prove di produzione che hanno esaltato la genuinità del nostro pane e ci hanno gratificato professionalmente».
In questa fase di attesa però, si avverte ancora nella nota, si sta verificando qualcosa di inspiegabile ma allo stesso tempo pericoloso. «Alcuni nostri clienti del nord Italia, a Verona e a Milano, ci hanno riferito di aver acquistato Pane di Altamura Dop, sfuso o incelofanato, con tanto di bollino, che sarebbe stato prodotto in aziende del Veneto, della Lombardia e della Toscana. Secondo quanto prevede il disciplinare della Denominazione di origine protetta, ciò non è possibile - mette in guardia Digesù rivolgendosi ai consumatori - visto che per arrivare al prodotto finale tutti i passaggi della filiera (produzione di grano, trasformazione in farina e produzione del pane) devono avvenire unicamente nel territorio di questi cinque comuni della provincia di Bari: Altamura, Gravina, Poggiorsini, Minervino e Spinazzola».
L'ente che rilascia la certificazione per tutta la filiera, la Bio Agricoop accreditato ufficialmente dal Ministero delle Politiche Agricole, interpellato da Di Gesù e da altri addetti ai lavori del settore nega di aver mai dato qualsiasi autorizzazione a queste ditte.
«Non possiamo che credere alle rassicurazioni del funzionario - prosegue Di Gesù - anche se i nostri clienti al Nord confermano la presenza di questi prodotti con il bollino recante la dicitura Pane di Altamura Dop. Questo ci preoccupa molto per i danni economici e di immagine che ne possono derivare. Infatti il pane di Altamura Dop, se mai sofisticato da panificatori non autorizzati e quindi non certificati, potrebbe creare un mercato parallelo sulla cui qualità e genuinità non ci sentiamo di garantire. Da qui un consiglio ai consumatori affinché verifichino la provenienza geografica del pane e dei produttori. Il Pane non certificato non può riportare sul bollino esplicitamente e platealmente la dicitura Altamura.

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