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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:42

Andria - Evade dai domiciliari, sei mesi di reclusione

Questa la pena inflitta con processo per direttissima a Francesco Pistillo, il 32enne andriese evaso il 15 gennaio dai domiciliari dov'era per motivi di salute a seguito della condanna, ribadita in secondo grado, a 24 anni di reclusione per l'omicidio del boss andriese Agostino Pastore
Sei mesi di reclusione. Questa la pena inflitta dal Tribunale di Trani con processo per direttissima a Francesco Pistillo, il 32enne andriese evaso il 15 gennaio dai domiciliari dov'era per motivi di salute a seguito della condanna, ribadita in secondo grado, a 24 anni di reclusione per l'omicidio del boss andriese Agostino Pastore, ucciso il 24 Settembre 2000.
Il processo celebratosi stamattina dinanzi alla sezione distaccata di Andria è stato chiesto dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Achille Bianchi che ha contestato il reato di evasione.
Dopo 15 giorni di fuga, durante i quali si potrebbe esser rifugiato in una grotta, Pistillo si costituì alla Polizia lunedì sera, in evidente stato di prostrazione.
Secondo quanto dichiarato stamattina in aula, sarebbe evaso per disperazione e per andare a visitare la tomba del fratello Benito, ucciso durante l'ultima faida di Andria.
Pistillo ha anche negato di meditare vendette a clan rivali o a magistrati degli uffici giudiziari tranesi, per cui nei giorni scorsi erano scattate misure precauzionali.
A seguito dell'evasione anche il precedente beneficio dei domiciliari è stato commutato in detenzione in carcere.
Antonello Norscia

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