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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 02:24

Taranto - Violentava bambina di 12 anni

Il pedofilo è un operaio dell'Italsider Silvano Venerito, 52 anni, ed è stato arrestato dopo che in casa gli è stato trovato materiale pedopornografico. L'uomo non ha negato. La bimba di Ferrara, conosciuta in chat
FERRARA - Dal luglio scorso ha abusato, con violenze e una escalation di perversioni inimmaginabili, di una bambina di 12 anni, ferrarese, che l'uomo ha conosciuto tramite chat via Internet e poi tramite telefonino, incontrandola poi a Ferrara.
Il pedofilo, un operaio dell'Italsider a Taranto, Silvano Venerito, 52 anni, è stato arrestato ieri su ordine di custodia cautelare del gip Silvia Giorgi che ha accolto la richiesta del pm Nicola Proto a conclusione delle indagini lampo della squadra mobile di Ferrara che hanno chiuso l'inchiesta salvando la bambina dal «mostro» di turno.
L'uomo ha avuto con la ragazzina rapporti sessuali completi, regalandole anche oggetti di piacere. Ma il vero motivo dell'avvicinamento tra l'uomo e la piccola, almeno in questi ultimi giorni, era anche un altro: scrive il gip Giorgi nella sua ordinanza che vi sono «gravissimi e precisi indizi» che portano al movente: l'uomo voleva indurre alla prostituzione la bambina, invitandola ad avere rapporti sessuali con altri uomini. E le foto scattate, e autoscattate dalla bambina, su richiesta dell'uomo erano destinate al commercio pedo-pornografico via Internet.
Gli inquirenti, tuttavia, avendo come priorità quella di tutelare la bambina, ormai del tutto soggiogata e controllata dall'uomo, hanno chiesto e ottenuto la cattura per atti di violenza sessuale ripetuta, e aggravata dal fatto che la bambina ha meno di 14 anni.
«Gli stessi operatori che hanno intercettato i colloqui telefonici - hanno spiegato il capo gabinetto Emanuela Napi e il dirigente della squadra mobile Pietro Scroccarello - sono rimasti sconvolti dalla crudezza dei colloqui mentre increduli acquisivano certezza dell'inferno in cui era finita la bambina».
L'uomo, incensurato, al momento della cattura, a Taranto dove vive con la convivente e due figli avrebbe ammesso i fatti sostenendo però che le foto erano solo per uso personale. Nella perquisizione domiciliare alla presenza dei familiari, esterrefatti, sono state trovate le foto e diversi oggetti riconducibili, hanno spiegato gli inquirenti, alle sue perversioni.

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