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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:26

Ex Banca 121 - Fazio non è più indagato

Accolta dal gip del Tribunale di Trani la richiesta di archiviazione dell'inchiesta nei confronti del governatore di Bankitalia e di Luigi Spaventa, ex presidente Consob
BARI - E' durata quasi un anno per il governatore della Banca d'Italia e l'ex presidente della Consob Luigi Spaventa, la posizione da indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla ex Banca 121 (Gruppo Mps) e sulla presunta truffa che sarebbe stata realizzata a spese dei risparmiatori con prodotti finanziari ad alto rischio.
Oggi il gip del Tribunale di Trani ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pm che già il 28 aprile scorso (cioè solo due mesi dopo il coinvolgimento nell'inchiesta di Fazio e Spaventa) aveva chiesto di concludere le indagini perchè Bankitalia e Consob non avevano poteri di vigilanza su quei prodotti finanziari.
Nel provvedimento odierno si decide l'archiviazione per la mancanza di dolo nel comportamento di Bankitalia e Consob ma si mettono in evidenza lacune nell'attività ispettiva. Per il prof.Franco Coppi, legale di Fazio, «il giudice ha sottolineato l'attenzione con cui la Banca d'Italia ha svolto la prevista attività di vigilanza attraverso ispezioni, interventi, sanzioni. A fronte del verificarsi dei fenomeni di patologia nel sistema bancario il magistrato, rilevando alcune insufficienze della normativa primaria vigente, ha indicato la necessità di un significato rafforzamento dei poteri della Banca d'Italia».
Per l'avvocato Gaetano Scamarcio, legale di numerosissime parti offese, la decisione del gip è «pilatesca», dal momento che pure dà atto che «le obbligazioni strutturate BtpTel e i prodotti similari contengono connotati sicuramente truffaldini». Scamarcio rileva inoltre che per il gip «la 'inutilità fattualè» dell' attività di vigilanza «è riconducibile alla scarsità dei mezzi e di uomini a disposizione di Banca d'Italia e di Consob'».
Il nome del governatore della Banca d'Italia era entrato in modo clamoroso nell'inchiesta della procura di Trani il 24 febbraio 2004 con l'iscrizione, insieme con quello dell'ex presidente della Consob nel registro degli indagati, per favoreggiamento reale nel delitto di truffa aggravata e continuata a migliaia di persone nell'ambito del collocamento sul mercato finanziario di prodotti emessi negli anni scorsi dall' ex Banca 121, Btptel, Btpindex e Btponline.
Subito dopo il clamore e le polemiche suscitate dall' iscrizione di Fazio, la procura precisò che si trattava di un atto dovuto, ma da allora, la strada verso l'archiviazione non è stata scorrevole. Una prima istanza di archiviazione, per la posizione di Fazio e Spaventa fu presentata dal pm il 28 aprile 2004, perchè tra l'altro, aveva accertato che sul collocamento dei prodotti finanziari da Banca 121, al centro dell'inchiesta per truffa, Bankitalia e Consob non avevano rilevanti poteri di controllo nè poteri preventivi: «se non ci sono questi poteri - disse il pm - non vi è condotta dolosa».
In quella circostanza, però, il gip Michele Nardi rinviò gli atti al pm perchè la richiesta non era stata notificata ai legali delle parti offese. Dopo questo adempimento il pm presentò una nuova richiesta di archiviazione, alla quale questa volta si opposero i legali delle parti offese. Il 3 novembre 2004, si è tenuta l'udienza camerale per valutare la posizione dei due indagati nel confronto tra le parti; oggi la decisione di archiviazione.
Nell'inchiesta su prodotti finanziari a rischio - tuttora in corso - è indagata una cinquantina di persone. Tra i nomi più in vista Rossana Venneri, l'ex direttore generale Vincenzo De Bustis (ora amministratore delegato Deutsche Bank), Lorenzo Gorgoni (ex presidente di Banca 121) e l'allora direttore delle vendite di Banca 121 Giuseppe Pacileo.

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