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Martedì 16 Gennaio 2018 | 12:37

Trani - Processo alle Br, Stato assente

Il Governo non si è costituito parte civile contro i 15 accusati, tra l'altro, di una delle rivendicazioni dell'omicidio di D'Antona, ucciso a Roma il 19 maggio 1999
C'è un grande assente nel processo iniziato oggi a Trani a carico dei 15 presunti brigatisti militanti delle "Brigate Rosse per la costituzione del Partito Comunista combattente" accusati di "propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale": lo Stato. Il Governo, infatti, non si è costituito parte civile nel processo che, tra le accuse, conta anche una delle rivendicazioni dell'omicidio del prof. Massimo D'Antona, trucidato a Roma il 19 Maggio '99.
La prima udienza, celebratesi nell'aula bunker del supercarcere di Trani, soprattutto in passato tappa importante dei brigatisti detenuti, è stata dedicata alla costituzione delle parti. Ma nessuno si è costituito parte civile. Né lo Stato, né la famiglia del giuslavorista. Il processo entrerà nel vivo alla prossima udienza, fissata dal Tribunale di Trani per il 22 Febbraio.
Sul banco degli imputati siedono i "compagni": Fausto Marini, Michele Mazzei, Giuseppe Armante, Maria Cappello, Tiziana Cherubini, Francesco Donati, Antonino Fosso, Franco Galloni, Enzo Grilli, Franco Grilli, Franco La Maestra, Flavio Lori, Rossella Lupo, Fabio Ravalli, Vincenza Vaccaro. Sedicesimo imputato, Giuseppe May, in qualità di ex direttore del periodico napoletano "Bollettino dell'associazione proletaria" cui fu diretta la rivendicazione tranese dell'omicidio D'Antona.
L'inchiesta fu avviata nel febbraio'99 e dunque ancor prima del delitto del consulente dell'allora Ministro del Lavoro Antonio Bassolino. Nella sezione speciale del supercarcere fu rinvenuto un libro sospetto che avrebbe presagito la gestazione di un movimento sovversivo. Nel volume non c'era il riferimento al delitto D'Antona ma il rinvenimento portò ad un'inchiesta arricchitasi il 14 Luglio dello stesso anno, e cioè 2 mesi dopo il delitto, quando Fausto Marini nel corso di un processo a suo carico celebrato dinanzi all'ex pretore di Trani Michele Nardi si dichiarò prigioniero politico e consegnò dei documenti di rivendicazione. L'indagine del Pubblico Ministero tranese Giuseppe Maralfa si chiuse con la richiesta, accolta dal Gup Tersa Giancaspro, di rinvio a giudizio di tutti i 16 imputati.
Antonello Norscia

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