Domenica 22 Luglio 2018 | 22:14

Andria - Si costituisce il presunto boss Pistillo

L'uomo era evaso dagli arresti domiciliari il 15 gennaio scorso: stava scontando la pena nella propria abitazione per motivi di salute dopo una condanna a 24 anni di reclusione per l'omicidio di Agostino Pastore, capo di un clan rivale, avvenuta il 24 settembre 2000. Pistillo si è presentato al commissariato di polizia di Andria intorno alle 19 in precarie condizioni, affamato e sporco di terra, quasi a confermare i sospetti degli investigatori che ipotizzavano in una grotta il suo nascondiglio
ANDRIA (BARI) - Si è costituito alla polizia il pregiudicato di 32 anni, Francesco Pistillo, di Andria (Bari), ritenuto dagli investigatori a capo dell'omonimo clan. L'uomo era evaso dagli arresti domiciliari il 15 gennaio scorso. Si è presentato al commissariato di polizia di Andria intorno alle 19 in precarie condizioni di salute, tant'è che si sospetta che sia stato lasciato nei pressi da qualcuno che potrebbe averlo assistito in questi giorni.
Il suo aspetto trasandato ha inizialmente lasciato qualche dubbio sulla sua identità, anche perché il 32enne andriese non è in grado di rispondere alle domande che gli vengono rivolte. Lo sguardo fisso nel vuoto e uno stato confusionale, tanto da non riconoscere nemmeno il suo avvocato, non ha consentito al sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giuseppe Maralfa di sottoporlo ad interrogatorio. Pistillo si è presentato in commissariato affamato e sporco di terra, quasi a confermare i sospetti degli investigatori che ipotizzavano in una grotta il suo nascondiglio.
Dopo le prime cure, Pistillo è stato tradotto nell'infermeria del carcere di Trani. Il giovane si trovava ai domiciliari perché gravemente ammalato. Al momento dell'evasione stava scontando la pena nella propria abitazione per motivi di salute dopo una condanna a 24 anni di reclusione per omicidio, inflittagli il 5 marzo 2003 dalla Corte di assise di Trani e confermata il 9 novembre scorso dalla Corte di assise di appello di Bari. Pistillo è ritenuto l'esecutore materiale dell'uccisione di Agostino Pastore, capo di un clan rivale, avvenuta il 24 settembre 2000. Pastore venne attirato in un tranello in casa di un amico di Pistillo, Antonio Zingaro, e ucciso con colpi d'ascia. Il suo corpo fu poi caricato a bordo di una Fiat Uno e trasportato in contrada Zagaria, nelle campagne di Andria, dove l'auto venne bruciata.
Il nome di Pistillo fu fatto proprio da Zingaro, che si autoaccusò dell'uccisione di Pastore. Zingaro, che in precedenza era sfuggito a un agguato in cui erano rimasti uccisi la madre e il fratello, fu condannato per il delitto Pastore a 14 anni e sei mesi di reclusione con giudizio abbreviato.
Pistillo è zio dei fratelli Francesco e Salvatore Pesce, di 24 e 26 anni, arrestati nelle scorse settimane dalla polizia in un'operazione antidroga. Nel corso di perquisizioni eseguite dopo l'evasione di Pistillo, in un edificio di Andria in cui si sospetta che l'uomo si sia nascosto dopo essere scomparso da casa, la polizia sequestrò una pistola, un fucile a canne mozzate e alcune dosi di marijuana.
Antonello Norscia

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