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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 04:50

Bari - «Un Corridoio 8 del cuore»

Lo chiede il chirurgo barese che ha operato al cuore la bimba rumena di 9 mesi, «si potrebbero salvare tante piccole vite». Creiamo una rtete con i Paesi adriatici
BARI - «Stiamo creando un Corridoio 8 del cuore»: è la sollecitazione del cardiochirurgo Paolo Arciprete dell' ospedale Giovanni XXIII di Bari il quale ha coordinato nei giorni scorsi i sette specialisti che hanno salvato, con un intervento al cuore compiuto nel capoluogo pugliese, la bimba rumena di nove mesi. Quello della bimba rumena è uno dei 50 interventi al cuore su bimbi dei Paesi del Corridoio 8 realizzato negli ultimi tre anni a Bari con la collaborazione del ministero della Salute e della Regione Puglia. Una iniziativa di collaborazione congiunta e spontanea, «nata dal cuore», spiega il prof. Arciprete.
Al Giovanni XXIII di Bari c'è l'unico polo di cardiochirurgia pediatrica della Puglia: insieme con quello di Napoli, costituisce il punto di riferimento per l'intero Mezzogiorno e per i Paesi che si affacciano sull'Adriatico. Col Giovanni XXIII, ministero della sanità, Regione Puglia, medici specialisti della Puglia si sono rimboccati le maniche e ogni qualvolta ci sono casi particolarmente gravi che vengono segnalati dall'Albania, dal Montenegro, dalla Macedonia, dalla Bulgaria e dalla Romania, intervengono e mettono in moto la catena della solidarietà.
Il prof. Arciprete, dopo aver esaminato i vari casi che gli vengono segnalati dai colleghi delle Università dei Paesi vicini, chiede l'autorizzazione al presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, che personalmente, caso per caso, autorizza l'intervento chirurgico nelle strutture sanitarie pugliesi e il relativo finanziamento. «Lui trova i fondi - spiega il prof. Arciprete - e noi, insieme con il ministero della sanità, organizziamo l'intera pratica: come far venire il bambino malato, da chi farlo accompagnare, quando e come fare l'intervento».
«Insomma, di fronte ad un Corridoio 8 che non procede e che pure avrebbe prodotto un miglioramento dal punto di vista sanitario, abbiamo cominciato a creare qui in Puglia - spiega il prof. Arciprete - un Corridoio 8 del cuore».
Si tratta - aggiunge - della realizzazione di iniziative continuative che partono da un' idea: fare le cose possibili, per territori relativamente vicini, con interlocutori che sono le Università e i medici di quei Paesi. «Creiamo da un lato - aggiunge il prof.Arciprete - un flusso di pazienti urgenti, assicurando un soccorso a molti bambini che altrimenti morirebbero, e dall'altro svolgiamo attività per la formazione del personale di quei Paesi». «Per tre anni ricorda - il prof. Arciprete - siamo andati in Albania a svolgere attività ambulatoriale e a visitare bambini albanesi malati di cuore, poi ci siamo resi conto che non bastava e ci siamo organizzati in modo diverso e senza neanche accorgercene abbiamo creato questo Corridoio fatto di grande solidarietà, un Corridoio 8 del cuore, appunto».
Ma per rendere il «Corridoio 8 del cuore» una realtà sempre più operativa è in elaborazione un vero e proprio progetto che - assicura Arciprete - «potrà essere realizzato con un finanziamento modesto e salvare ancora tante piccole vite».
Luisa Amenduni

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