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Mercoledì 24 Gennaio 2018 | 00:54

Bari, operata al cuore bimba rumena di 9 mesi

Affetta da una gravissima malattia congenita. Salva grazie all'intervento di 8 ore, eseguito da 7 specialisti coordinati dal cardiochirugo Arciprete, all'ospedale Giovanni XXIII
ROMA - Una bimba rumena di 9 mesi è stata salvata dopo un intervento al cuore effettuato a Bari. La bimba, proveniente con urgenza da Bucarest, era affetta da una gravissima malattia cardiaca congenita: aveva una sorta di cuore «primordiale» con un solo atrio, un solo ventricolo e una disfunzione polmonare.
L'intervento, durato 8 ore e che ha visto la partecipazione di 7 specialisti coordinati dal cardiochirurgo Paolo Arciprete dell'ospedale Giovanni XXIII di Bari, è stato effettuato lunedì scorso, ma solo oggi ne è stata data notizia.
Le condizioni della bimba sono considerate dai sanitari soddisfacenti.
Vista la gravità delle condizioni della bambina, gli ospedali riuniti di Bucarest avevano chiesto aiuto alla sanità italiana, che si è subito attivata, tramite l'ambasciata, il ministero degli Esteri, quello della Salute, la Regione Puglia e l'associazione dei cardiologi ospedalieri. In pochi giorni la bimba è giunta a Bari, dove è stata operata.
«Quando è giunta all'ospedale Giovanni XXIII di Bari, la bambina era in condizioni gravissime e stava morendo», spiega Paolo Arciprete. «Il cuore è stato ricostruito in parte e funzionerà con un solo ventricolo. Si è trattato di un intervento molto difficile, reso ancora più complesso per la particolare viscosità del sangue che tendeva a chiudere tutti i piccoli vasi - ha aggiunto il cardiochirurgo. Dopo 8 ore di intervento, la bimba ha cambiato colore è diventata rosea ed è uscita dalla sala operatoria per essere affidata all'assistenza dei rianimatori».
La rete di assistenza di cardiochirurgia pediatrica attivata dai medici di Bari ha fino ad ora raggiunto l'Albania, la Macedonia, la Bulgaria e con quest'ultimo intervento la Romania.
«Abbiamo promosso un programma di collaborazione che si sta diffondendo nella penisola balcanica - ha concluso Arciprete - e non crediamo che sia utile fare interventi chirurgici lampo sul posto, ma formare in modo continuativo i medici di quei paesi».

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