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Martedì 26 Settembre 2017 | 00:29

Giudice dà ragione a giornalista e torto al Gruppo Caltagirone

Il licenziamento del giornalista del "Nuovo Quotidiano di Puglia" Roberto Guido è «inefficace». Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Lecce Silvana Botrugno che ha disposto «l'immediata reintegra nel posto di lavoro»
BARI - Il licenziamento del giornalista del "Nuovo Quotidiano di Puglia" Roberto Guido è «inefficace». Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Lecce Silvana Botrugno che ha disposto «l'immediata reintegra del ricorrente nel posto di lavoro occupato al momento del licenziamento». A dare notizia della sentenza in un comunicato è l'Assostampa di Puglia, il sindacato dei giornalisti pugliesi, di cui Guido è vicepresidente vicario. Il giudice - si aggiunge nel comunicato - ha inoltre condannato la società "Alfa editoriale" del gruppo Caltagirone, che edita il "Nuovo Quotidiano di Puglia", a risarcire il danno pagando l'intera retribuzione dal momento del licenziamento ad oggi e a regolarizzare la posizione assicurativa e previdenziale del giornalista. Guido era stato licenziato il 7 marzo 2002 con «strumentali e infondati pretesti», sostiene nella sua nota l'Assostampa, «colpevole soltanto di aver preteso fin dal '98, insieme ad altri nove giornalisti, di essere regolarmente reintegrato in servizio, nel suo posto di lavoro, secondo quanto disposto dalla magistratura fin dal dicembre '98». L'ordine di reintegro è stato confermato pochi giorni fa dalla Corte di appello di Lecce. La vertenza era nata dalla vendita della testata del "Quotidiano" di Lecce, Brindisi e Taranto, cui era seguita una ristrutturazione.
«Questa sentenza - commenta il presidente dell'Assostampa di Puglia Felice Salvati - indica senza ombra di dubbio come il collega Roberto Guido sia stato ingiustamente licenziato da un editore che ha tentato in tutti i modi di sbarazzarsi del sindacato, usando fin dal '98 l'arma della contrattazione individuale per dividere e dominare la redazione con l'obiettivo di eludere e depotenziare disinvoltamente lo stesso contratto collettivo». Secondo Salvati, il reintegro di Guido «ristabilisce un quadro di legalità e di rispetto delle regole che può aprire la strada ad un sereno e corretto confronto sindacale, archiviando una volta per tutte quella pagina nera del giornalismo pugliese in cui si è consumata una catena di vessazioni verso quei colleghi che hanno sempre messo al primo posto i principi di solidarietà e di autonomia».
Roberto Guido era assistito in giudizio dagli avvocati Domenico D'Amati del foro di Roma, Giuseppe Giordano del foro di Brindisi e Nicola De Pietro del foro di Lecce.

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