Cerca

Martedì 19 Settembre 2017 | 19:21

Giovane di Corato morì per leihsmaniosi: indagini

Chiarita dal medico legale la causa del decesso di Luigi Caputi, 26 anni, morto quasi un anno fa. Ora la Procura della Repubblica di Trani dovrà stabilire se fu vittima di un caso di «malasanità», dato che il virus non gli fu diagnosticato
Una morte raccapricciante che potrebbe nascondere un caso di malasanità. Vittima un giovane di Corato, che aveva goduto sempre di buona salute ma che invece è stato annientato da un virus.
Luigi Caputi morì per leihsmaniosi, cioè per un tipo d'infezione polmonare.
Così ha concluso il medico legale nominato dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani, Teresa Iodice, nella relazione depositata in Tribunale sui risultati dell'autopsia.
A quasi un anno dal misterioso decesso del 26enne coratino, l'inchiesta segna una parola chiave per l'accertamento di eventuali responsabilità mediche, che potrebbero esser consistite nel non aver diagnosticato la patologia. Una malattia che se individuata tempestivamente si sarebbe potuta curare.
A quanto pare sarebbe stato sufficiente un accurato esame del sangue.
Ma il sospetto del magistrato inquirente è che la sintomatologia di Caputi non sia stata capita, lasciando così che la malattia degenerasse, determinando ulteriori complicazioni.
Caputi si rivolse ai sanitari per fastidi a lingua e gola, ma il ricovero non fu ritenuto necessario. Ben presto le sue condizioni si aggravarono: prima una trombo flebite, poi nel sangue si evidenziò una forte presenza di globuli bianchi.
Si giunse al ricovero ed al successivo peregrinare in quattro ospedali del nord Barese nell'arco di un mese.
La prima degenza all'ospedale di Corato. Di qui a Terlizzi, poi a Molfetta ed, infine, al nosocomio di Trani dove Caputi, giunto in condizioni già gravi, morì per una crisi respiratoria il 31 gennaio dello scorso anno.
Con l'accusa di concorso in omicidio colposo il Pm Iodice iscrisse nel registro degli indagati i trenta medici che a più riprese ebbero in cura Caputi in tutti gli ospedali dove fu ricoverato.
Ora, con i risultati dell'esame autoptico, sarà scandagliata la posizione dei singoli medici per verificare se hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita di Caputi, ma ancor prima, ovviamente, se abbiano capito da che male fosse affetto.
Da accertare, inoltre, quale può esser stata la causa che, a sua volta, ha originato l'infezione polmonare, ma anche il luogo dov'è stata contratta la leihsmaniosi, al fine di verificare anche altre eventuali responsabilità.
Antonello Norscia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione