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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:06

«Gli immigrati regolari sono 2,5 milioni»

Presentato il «Dossier statistico Immigrazione 2004», Caritas/Migrantes. Il 2% dei «soggiornanti» è in Puglia. A Bari, 58 su 100 non affittano a stranieri
BARI - «In Italia, tra il 2000 e il 2004, il numero dei cittadini stranieri regolari è raddoppiato raggiungendo i 2,5 milioni. Di questi, il 2% è in Puglia. A Bari un fenomeno preoccupante: 58 persone su 100 non affittano a stranieri». E' quanto emerge dal «Dossier statistico Immigrazione 2004», cioè dal quattordicesimo Rapporto di Caritas e Migrantes. Lo studio (512 pagine e 80 autori) è stato presentato oggi, presso l'aula Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari, nell'ambito del convegno sul tema «Società aperta, società dinamica e solidale». Tra gli altri, vi hanno preso parte, il preside della Facoltà di Economia, Carlo Cecchi e don Raffaele Sarno, delegato regionale Caritas. Tre i relatori: Franco Pittau, referente del comitato scientifico del Dossier; Amelia De Lucia, docente di Antropologia presso la locale Facoltà di Economia, e Ibrahim Elsheik, dell'Associazione Etnie.
Prima d'affrontare le «cifre», è forse opportuno sottolineare che il Dossier è davvero uno strumento di conoscenza e lavoro che esprime «utile qualità». Perché cerca di cogliere un fenomeno complesso, di flusso, e che però ha enormi ripercussioni sociali ed economiche. E perché gli autori dimostrano un estremo rigore metodologico. L'approccio è scientifico, statistico. I dati e l'introduzione che li correda non sono «contaminati» da proselitismo politico/religioso.

IL FENOMENO IN PUGLIA E BASILICATA
Ciò detto, nel corso del convegno, è stato evidenziato come in Puglia sia finita l'«emergenza immigrazione» («Perché i trafficanti d'uomini hanno trovato alternative più convenienti», ha precisato il direttore della Caritas diocesana, don Candeloro Angelillo). Nella regione i «soggiornanti» sono 43.163. A questa cifra dei permessi di soggiorno registrati dal Ministero dell'Interno, vanno aggiunti 9.007 minori.
La Basilicata, assieme a Molise e Valle d'Aosta, è invece la regione col minor numero di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti: 5.782, appena lo 0,2% del totale nazionale.
Nell'un caso e nell'altro, si tratta per lo più di persone d'origine albanese (16.376 in Puglia e 1.341 in Basilicata). Seguono le comunità marocchine e ucraine. Proprio relativamente all'Ucraina si rileva, su base nazionale, un galoppante aumento dell'immigrazione da questo Paese dell'Est. Si tratterebbe soprattutto di donne che in Italia farebbero le badanti.
Notevole è, in Puglia, il numero di immigrati impiegati in agricoltura e in edilizia. Nella regione si segnala anche come soltanto il 10% degli stranieri abbia acquistato casa. «Proprio nel settore casa - ha rilevato il preside della facoltà di Scienze politiche, Luigi Di Comite - si registrano ancora odiose discriminazioni». E in effetti, il Dossier riporta che «su 100 casi analizzati a Bari, risulta che ben 58 locatari abbiano rifutato un inquilino straniero».

FENOMENO SU BASE NAZIONALE
Tra i Paesi da cui partono gli immigrati, si segnala come «l'Ucraina - ha detto Mario Volpe della Prefettura di Bari - è passata dal 20° al 3° posto e la Romania al 4° posto».
In Italia, così come in Puglia, la presenza delle straniere è quasi pari a quella degli uomini. Ed è stabile la presenza Nordafricana.
Gli immigrati - emerge dal Dossier - rappresentano una fetta importante dell'«Italia che lavora»: nel 2001 erano stati assunti 496.861 extracomunitari e nel 2003 erano già 986.701, quasi il doppio.
In alcuni settori, quali l'agricoltura, l'edilizia e il lavoro domestico, le percentuali sono ragguardevoli.
Quanto all'età dei lavoratori, la maggioranza delle assunzioni di lavoratori stranieri (circa il 60%) riguarda lavoratori giovani, compresi nella fascia d'età 18-35 anni.
Le «donne - si legge nel Dossier - sono il 49,7% della forza lavoro assunta con contratto a tempo indeterminato, mentre prevalgono gli uomini (59,9%) nei contratti a tempo determinato, cioè nei lavori stagionali».
A trovare un posto fisso sono per lo più romeni, albanesi, ucraini e marocchini. Nel caso di assunzioni a tempo determinato, invece, al primo posto ci sono i romeni, seguiti da albanesi, marocchini e polacchi. Complessivamente «si conferma nettamente la preponderanza di lavoratori provenienti dall'Europa dell'Est (45% delle assunzioni a tempo indeterminato e 44% delle assunzioni a tempo determinato) seguiti (ma a molta distanza) dai lavoratori dell'Africa Settentrionale» (15% e 18,9% le relative percentuali).
Ci sono anche imprenditori stranieri: 71.843, secondo i dati della CNA al 30 giugno 2004, con un incremento del 27% rispetto all'anno precedente. Si tratta per lo più di marocchini, cinesi, albanesi e senegalesi.
Marisa Ingrosso

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